IA per l'industria alimentare, emissioni -9,5% e più efficienza idrica

(ANSA) - ROMA, 31 MAR - Ridurre le emissioni fino al 9,5% e migliorare l'efficienza idrica di oltre il 21% nei processi dell'industria alimentare, anche attraverso l'utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale.

Sono alcuni dei risultati del progetto europeo Clarus, coordinato dal Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano e finanziato dal programma Horizon Europe.

L'iniziativa ha dimostrato come l'integrazione tra tecnologia digitale e obiettivi ecologici possa generare risultati concreti e misurabili. Cuore dell'innovazione una piattaforma digitale avanzata, capace di monitorare e ottimizzare l'uso delle risorse lungo l'intera filiera produttiva. Uno degli strumenti cardine è il Green Deal Index (GDI), un set di indicatori allineati alle priorità europee che permette alle aziende di valutare con precisione le proprie performance ambientali, individuando tempestivamente le aree di intervento.

Le soluzioni tecniche sono state validate in contesti industriali reali con esiti estremamente incoraggianti. Presso l'azienda Ardo, leader nella trasformazione alimentare, l'ottimizzazione dei sistemi di refrigerazione ha portato a una riduzione delle emissioni di CO₂ del 9,5% e a un balzo dell'efficienza idrica del 21,6%. Risultati analoghi sono stati riscontrati nella finlandese Honkajoki, dove l'IA ha migliorato la logistica e i tempi di trasporto delle materie prime dell'8,3%.

"L'industria alimentare è uno dei settori più intensivi nell'uso di risorse e allo stesso tempo uno dei più complessi da trasformare - spiega Marco Taisch, docente del Dipartimento - con Clarus abbiamo dimostrato che l'integrazione tra dati industriali, strumenti di intelligenza artificiale e modelli di valutazione della sostenibilità può aiutare le aziende a prendere decisioni più informate, riducendo consumi, emissioni e sprechi lungo la filiera produttiva". Grazie a un'architettura modulare e a standard aperti, il modello non è solo un caso isolato, ma una soluzione replicabile in altri comparti manifatturieri ad alta intensità di risorse. Questo progetto segna dunque una via chiara per la duplice transizione, verde e digitale, verso un'industria europea più resiliente e rispettosa del pianeta. (ANSA).

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