'La siccità non basta a giustificare un invaso', ecco il progetto Becca
(ANSA) - AOSTA, 06 NOV - La carenza idrica di un territorio non basta a giustificare un invaso: occorre dimostrare che vi sia realmente acqua da accumulare nei periodi di abbondanza, che accumularla non sottragga nulla agli usi già in essere e che il volume stoccato produca un beneficio misurabile nei periodi di deficit. Su questo principio - applicato a casi studio in Valle d'Aosta, Piemonte e Savoia - si basa la strategia transfrontaliera per decidere dove, e se, realizzare i nuovi invasi, presentata durante la conferenza finale del progetto Interreg Alcotra Becca - Bacini ecologicamente sostenibili e sicuri, concepiti per l'adattamento ai cambiamenti climatici'.
L'evento si è svolto in collegamento da Aosta con entrambi i versanti delle Alpi. All'incontro, organizzato dalla Regione autonoma Valle d'Aosta - Struttura opere idrauliche e demanio idrico - in qualità di capofila, hanno preso parte quasi 400 tra geologi, ingegneri e architetti dei due Paesi. L'evento si è svolto in collaborazione con l'Ordine dei geologi della Valle d'Aosta. Nell'occasione è stata anche presentata una guida tecnica franco-italiana per la progettazione, la costruzione e la manutenzione dei piccoli invasi di montagna, redatta nelle due lingue e valida su tutta l'area transfrontaliera.
Finanziato dal programma di cooperazione Interreg VI-A Italia-Francia Alcotra 2021-2027, Becca è coordinato dalla Regione autonoma Valle d'Aosta e riunisce, oltre al capofila, la Regione Piemonte, il Politecnico di Torino, l'Inrae e l'Université Savoie Mont Blanc. Il progetto dispone di un budget di 1.968.276,97 euro e si svolge da ottobre 2023 a gennaio 2027.
Il contesto è quello di territori che, con il cambiamento climatico, alternano carenza di neve in inverno e siccità severe in estate, con ricadute dirette sull'agricoltura di montagna, sull'approvvigionamento idrico delle comunità, sul rischio di incendi boschivi e sulle stazioni sciistiche. (ANSA).
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