Mancuso, 'le piante insegnano a salvare la specie, anche dall'Ia'
(ANSA) - SANTA MARGHERITA DI PULA, 16 MAG - Gli esseri umani possono imparare dalle piante — dalla loro capacità di sentire, apprendere e ricordare — ad adottare strategie collettive per la sopravvivenza della specie. È questa, secondo lo scienziato Stefano Mancuso, "la lezione fondamentale" del mondo vegetale.
Intervenendo con Coripet a Linkontro di NielsenIQ, Mancuso non ha nascosto il suo pessimismo sulle prospettive dell'intelligenza artificiale.
"L'intelligenza vegetale ha come obiettivo la sopravvivenza della specie. Qualunque problema, se lo guardiamo dal punto di vista dell'individuo, porta a un risultato che sembra corretto.
Se però lo osserviamo dal punto di vista della specie, il risultato può essere completamente opposto. È sul focus del problema che si gioca tutto", ha spiegato. "L'intelligenza artificiale l'abbiamo costruita noi e, come noi, pensa che ad avvantaggiarsi debba essere l'individuo che la usa", anche a discapito degli altri e dell'interesse collettivo.
Per Mancuso, il nodo centrale è la mancanza di consapevolezza del rapporto di dipendenza tra uomo e mondo vegetale. "Noi dipendiamo letteralmente dalle piante. Se scomparissero, scompariremmo anche noi: tutto ciò che respiriamo e tutto ciò che mangiamo proviene dalle piante. Eppure questa realtà non la comprendiamo". "Le piante rappresentano l'87% della vita, gli animali lo 0,3% e gli uomini solo lo 0,01%.
Eppure non ci occupiamo quasi per nulla di quell'87%: è una miopia di cui pagheremo le conseguenze", ha aggiunto.
Per lo scienziato, l'unico strumento per invertire la rotta resta la cultura, attraverso l'educazione. Ma proprio su questo fronte si dice pessimista: "Una delle cose che fa l'intelligenza artificiale è distruggere la capacità delle persone di imparare, comprendere e approfondire i problemi. È un dramma: stiamo abdicando a ciò che ci rende umani, cioè la capacità di pensare". (ANSA).
© RIPRODUZIONE RISERVATA