Nasce una Oasi della biodiversità a Pavia
(ANSA) - ROMA, 20 MAG - In occasione della Giornata mondiale della Biodiversità del prossimo 22 maggio, 3Bee, la nature tech company che sviluppa tecnologie per la tutela della biodiversità, e XNatura, la sua divisione di AI & IoT Nature Intelligence, lanciano l'Oasi della Biodiversità di Pavia: un progetto di rigenerazione del territorio realizzato insieme a Fondazione Lgh, dimostrando come la collaborazione tra imprese, fondazione e tecnologia possa tradursi in impatto reale e misurabile sulla biodiversità locale.
La nuova Oasi, che verrà presentata domani al Nature & Biodiversity Business Summit a Milano, sarà aperta al grande pubblico e visitabile in una giornata dedicata in settembre 2026 per far vivere da vicino un ecosistema che sta rinascendo. A partire dal 22 maggio sarà possibile iscriversi alla visita aperta all'Oasi. Vi sono state messe a dimora 4.063 piante di 17 specie autoctone nettarifere, tra cui Ciliegio, Nocciolo, Salice bianco e Acero campestre, selezionate per la loro fioritura scalare e per il loro alto potenziale pollinifero, così da garantire nutrimento agli insetti impollinatori lungo tutto l'arco dell'anno e sostenere l'intera fauna impollinatrice locale: api selvatiche, bombi, farfalle e sirfidi.
La biodiversità è in emergenza. Nel mondo, ricorda 3Bee sulla base dell'ultimo Living Planet Report di Wwf, le popolazioni di vertebrati monitorate sono diminuite in media del 73% tra il 1970 e il 2020, con punte del 95% in America Latina e nei Caraibi. In Europa, la situazione non è migliore. Secondo l'European Environment Agency, l'81% degli habitat protetti versa in uno stato di conservazione scarso o cattivo, insieme al 39% delle specie di uccelli. In Italia, il più recente Rapporto Ispra fotografa un Paese minacciato anche dall'avanzata delle specie aliene, cresciute del 96% negli ultimi trent'anni: oggi sono oltre 3.650 quelle censite sul territorio nazionale, e il 15% provoca impatti significativi sugli ecosistemi, mettendo a rischio la fauna autoctona.
A completare il quadro c'è un dato che racconta l'origine del problema: secondo lo State of Finance for Nature 2026 dell'Unep, per ogni dollaro investito nella protezione e nel ripristino della natura ne vengono spesi trenta in attività che la danneggiano. Un'equazione che oggi deve essere ribaltata: misurare in modo continuo e oggettivo lo stato della biodiversità è la condizione per riportare le risorse dove servono davvero, nella conservazione e nella rigenerazione del territorio. (ANSA).
© RIPRODUZIONE RISERVATA