Saipem, droni subacquei autonomi fino a 3mila metri
(ANSA) - MILANO, 19 MAG - Droni subacquei autonomi capaci di restare per mesi sul fondale marino, monitorare infrastrutture energetiche e supportare operazioni in acque profonde senza intervento umano diretto. È la tecnologia sviluppata da Saipem con il programma Hydrone e con il sistema SiRCoS dedicato alla riparazione remota di pipeline.
Saipem è oggi l'unica azienda italiana a integrare progettazione, realizzazione e gestione delle tecnologie robotiche per le infrastrutture subacquee critiche, dai droni ai sistemi di monitoraggio e riparazione. Il programma Hydrone comprende tre veicoli autonomi: FlatFish per le ispezioni a lungo raggio, Hydrone-R per controllo e interventi leggeri e Hydrone-W, mezzo completamente elettrico destinato alle operazioni più complesse. I droni, grandi circa come una Fiat 500, possono operare fino a 3.000 metri di profondità grazie a batterie e sistemi di intelligenza artificiale. Nella versione residente, i mezzi possono rimanere sul fondale fino a 12 mesi, collegati a docking station subacquee per la ricarica induttiva e lo scambio dati wireless tramite modem ottici e acustici. Le applicazioni vanno dall'ispezione di pipeline e strutture offshore al monitoraggio ambientale e alla sicurezza di porti, gasdotti e rigassificatori, con una forte riduzione dell'uso di navi di supporto e dell'impatto ambientale delle operazioni marine.
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