Svimez, crollo redditi in Italia tra 2,8 e 9,5% per effetto clima

(ANSA) - PALERMO, 30 GEN - Partendo dall'analisi del caso Niscemi, per la Svimez "gli effetti economici" dell'andamento climatico "sono rilevanti" per il Paese, perché "l'aumento delle temperature incide negativamente sulla resa agricola, sulla salute della popolazione - con maggiori costi per il sistema sanitario - e sulla produttività del lavoro, con ripercussioni anche su industria e servizi. Secondo analisi di scenario che simulano un aumento moderato delle temperature di 1,5°C, "entro il 2100 il reddito pro capite italiano potrebbe ridursi in un intervallo compreso tra il 2,8% e il 9,5%", aggiunge Svimez.

"La letteratura economica ha ampiamente evidenziato la relazione negativa tra climi più caldi e livelli di reddito, sottolineando come gli effetti possano essere differenziati in base alla struttura produttiva dei territori - prosegue - Per l'Italia, un aumento sostenuto delle temperature potrebbe tradursi in impatti asimmetrici: un lieve incremento del Pil nelle regioni settentrionali (0-2%) e, al contrario, una contrazione significativa nel Mezzogiorno (-1/-3%), con punte superiori al -4% in regioni come Campania e Sicilia".

"Il dissesto idrogeologico diventa così anche un fattore di freno allo sviluppo, incidendo sull'attrattività dei territori, sulla continuità delle attività produttive e sulle prospettive occupazionali", conclude Svimez. (ANSA).

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