Teha-Erion, senza transizione sostenibile -9,5% di Pil al 2035

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(ANSA) - ROMA, 17 GIU - Poiché tra il 1980 e il 2024 gli eventi climatici estremi in Europa hanno causato perdite economiche stimate in circa 822 miliardi di euro, senza una vera transizione sostenibile e in caso di immobilismo climatico, il costo degli eventi estremi potrebbe arrivare a pesare, per l'Italia, oltre 9,5 punti percentuali di Pil entro il 2035. Al contrario, accelerare sin da subito la trasformazione in corso potrebbe generare benefici superiori ai costi, con una crescita del Pil che potrebbe superare l'1,1% già nel 2035 e fino all'8,4% al 2050. Lo sostiene una ricerca di Teha Group in collaborazione con Erion (consorzio per il riciclo dei Raee), presentata in occasione del Forum Erion 2026 a Roma.

Le aziende italiane che adottano modelli di economia circolare sono del 28% più solide da un punto di vista creditizio, e risultano quindi più appetibili per gli investimenti privati: rispetto ai competitor tradizionali, le imprese circolari generano in media 1,5 volte più cassa, si indebitano del 6% in meno e vantano una maggior capacità di coprire il debito con il risultato operativo (24%). Per questo, nonostante l'imprevedibilità dell'attuale scenario regolatorio europeo, il 75,5% delle aziende ritiene opportuno mantenere o incrementare i propri impegni in materia di sostenibilità e il 68,6% dichiara di aver rafforzato le proprie politiche Esg negli ultimi tre anni. (ANSA).

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