Unione zoologica, preoccupati per impostazione ddl caccia
(ANSA) - ROMA, 09 LUG - L'Unione Zoologica Italiana esprime preoccupazione per l'impostazione complessiva del disegno di Legge sulla caccia.
E' quanto si legge in un documento dell'associazione scientifica che affronta articolo per articolo il testo del provvedimento.
Negli ultimi decenni, scrive l'associazione, "il quadro scientifico e normativo di riferimento sulla conservazione della fauna si è profondamente evoluto. Le valutazioni dell'Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services (IPBES) hanno documentato come il declino della biodiversità rappresenti una delle principali emergenze globali e come la perdita di specie, la frammentazione degli habitat e gli effetti dei cambiamenti climatici stiano compromettendo il funzionamento degli ecosistemi e la loro capacità di fornire servizi essenziali alle società umane.
Analogamente, l'ultimo rapporto della Commissione Europea sullo stato della natura (State of Nature in the European Union, 2020), basato sulle relazioni presentate dagli Stati membri ai sensi dell'articolo 17 della Direttiva Habitat e dell'articolo 12 della Direttiva Uccelli, evidenzia che solo il 15% degli habitat e il 27% delle specie tutelate dalla Direttiva Habitat si trovano in uno stato di conservazione favorevole a livello dell'Unione Europea, mentre la situazione dell'avifauna continua a destare preoccupazione per un numero rilevante di specie (71 su 274 specie di uccelli valutate da Rondinini et al. 2022) che versano in condizioni di conservazione non soddisfacenti.
È all'interno di questo contesto che dovrebbe essere valutata qualsiasi modifica della normativa nazionale in materia di fauna selvatica".
In tale prospettiva desta particolare preoccupazione la modifica proposta all'articolo 1, comma 2, della legge n.
157/1992, che attribuisce all'attività venatoria la funzione di concorrere alla tutela della biodiversità e dell'ecosistema.
L'Uzi rileva invece come il Disegno di Legge non introduca misure in grado di contribuire al miglioramento dello stato di conservazione delle specie selvatiche né individui strumenti capaci di rispondere alle principali sfide che oggi interessano la biodiversità italiana ed europea". (ANSA).
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