Wwf, rischi finanziari e ambientali da estrazione mineraria dei fondali

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(ANSA) - ROMA, 23 LUG - "Il modello di business promosso dalle aziende intenzionate a sviluppare l'estrazione mineraria dei fondali profondi (Deep Seabed Mining, Dsm) dipende fortemente da una serie di ipotesi altamente incerte relative alla domanda di minerali, ai prezzi delle materie prime e alle tecnologie delle batterie. Per gli investitori, il finanziamento delle attività di Dsm comporta elevati rischi economici, normativi, ambientali e reputazionali". È quanto sostiene il Wwf all'interno della una nuova guida per gli istituti finanziari sull'estrazione mineraria dai fondali marini.

Secondo l'organizzazione, i sostenitori del settore sostengono che i minerali estratti dai fondali saranno essenziali per lo sviluppo delle tecnologie necessarie alla transizione dai combustibili fossili all'energia pulita.

"Tuttavia - si legge nella guida -, le recenti innovazioni nella tecnologia delle batterie hanno già ridotto drasticamente la domanda di nichel, cobalto e manganese, alcuni dei principali minerali di interesse economico che la Dsm dovrebbe commercializzare". Ai rischi finanziari si aggiungo anche quelli ambientali, con il possibile raschiamento di vaste porzioni di fondali oceanici fragili.

Il Wwf chiede "politiche esplicite" per il settore finanziario, incitando le aziende ad aderire alla Business Coalition for a Pause on Deep Sea Mining, dove le imprese firmatarie si sono impegnate a non approvvigionarsi di minerali provenienti dai fondali oceanici. (ANSA).

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