Blu e la passione per i cammini

Olivia e Marco ci hanno inviato la storia del loro amico con la coda. Ecco Blu, cane dagli occhi azzurri che segue il suo padrone nei tanti cammini in giro per l’Italia.

In questo caso a raccontare la storia, arrivata via mail all’indirizzo [email protected], è proprio Blu, in prima persona...

Non ricordo il giorno in cui sono nata, ma ricordo benissimo il giorno in cui ho visto per la prima volta gli occhi di chi ha voluto accogliermi nella sua casa, Olivia e Marco. Un giorno si sono affacciati nella cuccia ricavata da un cartone grande abbastanza per me e i miei 4 fratelli, che era stato lasciato in un garage insieme ai barili di caglio accanto a un trattore. Non dimenticherò mai quel momento. Quegli occhi subito innamorati che mi hanno scelto, senza indugio, al primo sguardo. Uno sguardo che era come una promessa, un giuramento silenzioso. Che per la prima volta mi ha fatto sentire «speciale»: in quell’istante ho capito che la mia vita sarebbe stata meravigliosa.

Certo, il viaggio in macchina per andare nella nuova casa non è stato il massimo. Ma è stata anche l’ultima volta che ho vomitato in auto, poi mi sono abituata e ora che ho appena compiuto 8 anni, posso dire di aver compiuto quasi un giro del mondo per i chilometri che ho percorso: Londra, Palermo, Monaco di Baviera, Nizza, Assisi, Roma, Napoli, Bologna, Firenze solo per citare alcune delle città che mi sono piaciute di più. E il bello è che a volte stavo comodamente nel bagagliaio dell’auto che è molto grande. Mi piace camminare e, fortuna delle fortune, anche Marco lo ama tantissimo. A volte camminiamo per giorni interi, anche per 10 di fila, e a volte dormiamo in tenda a volte lui dorme per terra con me, altre volte in camere dove ci sono dei letti alti e allora mi piace tantissimo infilarmi sotto.

Una volta mentre facevamo un cammino sui passi di San Francesco d’Assisi mi sono rotta un’unghia della zampa e non riuscivo più camminare. Non è stato bello e faceva un sacco male. Ma è stato fantastico perché Marco, che ad interrompere il cammino verso Assisi non ci pensava affatto, mi ha preso in braccio e mi ha portato in spalla per tre giorni interi!

Voglio bene nella stessa identica misura a Olivia e a Marco. Ogni tanto sento dire al parco che un cane ha sempre un capobranco ed è uno solo. Io invece ne ho due e sono più fortunata perché quando non siamo tutti quanti insieme o sono con uno o sono con l’altra. E non è cosa di poco conto. A volte però è un problema. Come quando siamo usciti di casa insieme ma poi Marco è andato a sinistra e Olivia a destra, nessuno dei due mi ha detto nulla o fatto un cenno che mi facesse capire da che parte dovevo andare. Così sono rimasta lì, impalata sulla soglia di casa a guardare un po’ a destra e un po’ a sinistra per vedere chi dei due si ricordava di me.

Poi si sono girati all’improvviso tutti e due insieme. Mi hanno visto che giravo la testa di qua e di là senza sapere dove andare. E sono scoppiati a ridere all’unisono. Sono tornati tutti e due verso di me e mi hanno autorizzato una sessione extra di leccate collo-facciali. Ne avrei ancora tante da raccontare ma quello che ci tenevo a dire è che se torno a nascere (mi hanno detto che alcuni credono nella reincarnazione) a me va bene tornare ad essere cane, ma a patto di avere ancora loro nella mia vita.

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