A Bergamo temperature ancora sopra i 35 gradi: «Tregua dopo Ferragosto»
METEO. «Caldo africano ancora per una settimana, la tregua dal 16-17. Previste altre notti tropicali».
Lettura 1 min.La tregua è ancora lontana: il grande caldo ci terrà compagnia almeno fino a Ferragosto. Proprio questa settimana è infatti prevista una nuova pulsazione dell’anticiclone africano con ulteriori picchi. «Farà ancora piuttosto caldo, anche se non più ai livelli estremi della scorsa settimana - spiega il meteorologo Daniele Berlusconi di 3bmeteo -. Sono previste temperature sui 35/36 gradi, ancora molto calde, ma con due gradi in meno rispetto all’ultima settimana».
Quella del 6 agosto è stata probabilmente la giornata più calda di questa rovente estate sull’Italia, non per i picchi assoluti registrati (c’è stato di peggio), ma la loro estensione territoriale. Sono state infatti registrate punte di 39-40 gradi praticamente su tutta Italia, compresa la pianura lombarda.
«Un’estate da record»
«Stiamo vivendo un’estate record, con valori eccezionali e pochi precedenti - prosegue il meteorologo -. Il caldo africano si farà sentire ancora per una settimana, almeno fino a Ferragosto. Poi dovrebbe mollare finalmente la presa dal 16-17 agosto in avanti, per un calo fisiologico, ma mancano tuttavia ancora molti giorni e questa tendenza necessiterà di ulteriori analisi e conferme».
«Ancora notti tropicali»
Servirà quindi ancora un po’ di pazienza. «Questa settimana sarà soleggiata, ma potrebbe esserci qualche temporale sulle Orobie e nelle zone Prealpine, già martedì - illustra Berlusconi -. Le notti saranno ancora tropicali, con minime ben oltre i 20 gradi». Questo grande caldo è conseguenza dell’egenomia e persistenza quasi assoluta dell’anticiclone subtropicale (spesso di matrice nord africana) su ovest Europa e Mediterraneo, praticamente da fine maggio. Sono ormai due mesi, che, si legge nei report di 3bmeteo, «veniamo interessati da masse d’aria molto calda ora di estrazione oceanica subtropicale, ora direttamente dal Sahara, salvo rare e brevi modulazioni».
«Il risultato è un accumulo di calore notevole e opprimente, che rende la canicola meno sopportabile per la sua persistenza, al di là dei singoli picchi. Ed è qui che entra in gioco la differenza sostanziale rispetto a pochi decenni fa: picchi di 40°C e oltre si registravano anche prima degli anni Novanta, ma erano casi molto rari e contestualizzati in ondate di calore che duravano al più qualche giorno, mentre oggi le ondate caldo si presentano e susseguono con una frequenza sempre più serrata».
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