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LA SICCITÀ . A Camerata Cornello portata dimezzata negli ultimi dieci giorni. Il Serio 6 centimetri più basso del 2025. Irrigazione: iniziato il razionamento.
Lettura 1 min.«I livelli del Brembo e del Serio sono più bassi che nel 2022. Oggi, insieme al Ticino, sono i fiumi della Lombardia più in difficoltà». Così Mario Reduzzi, direttore generale del Consorzio di bonifica della Media Pianura bergamasca e direttore di Anbi Lombardia (Associazione nazionale bonifiche irrigazioni miglioramenti fondiari) la situazione dei due principali corsi d’acqua delle nostre valli, fonte di rifornimento per l’agricoltura della Bassa.
Sabato 1° agosto il livello idrometrico del Brembo a Camerata Cornello era di +16 centimetri (contro i +22,4 dello scorso anno), al ponte di Briolo di Brembate Sopra era di +88 centimetri (contro i +104 dello scorso anno); il Serio a Cene, invece, era 16 centimetri sotto il livello idrometrico convenzionale di riferimento, mentre lo scorso anno era sotto solo di dieci. Ridotte, quindi le portate: il Brembo a Camerata aveva una portata di 2,4 metri cubi al secondo, dimezzatasi negli ultimi dieci giorni (dati di Arpa-Regione).
«I due fiumi sono in una situazione peggiore rispetto al 2022 - continua Reduzzi - anche perché allora le temperature non erano così alte. E c’erano anche più risorse nelle dighe». Brembo e Serio rappresentano le fonti per l’agricoltura di pianura. «Siamo in continuo contatto con Enel e le altre società che gestiscono gli impianti idroelettrici - continua Reduzzi -. Finché hanno potuto hanno rilasciato acqua anche per l’attività irrigua, ma ora la situazione dei laghi di montagna si sta facendo critica». Con conseguenze per l’irrigazione in pianura. Sabato 1° agosto è iniziato il razionamento della acque derivate dal Serio: ovvero l’acqua verrà distribuita in maniera alternata alle zone. Sarà così, se non arriverà pioggia, anche per il Brembo, a partire da sabato 8 agosto.
«Fortunatamente - prosegue il direttore del Consorzio di Bonifica - sono stati provvidenziali gli interventi di ripristino, due anni fa, degli impianti di irrigazione a Zanica e Bagnatica, e dei pozzi a Caravaggio, grazie a fondi del Piano di sviluppo rurale e del Pnrr». Ma Reduzzi guarda a quanto andrebbe fatto a lungo termine.
«Sul ramo del Brembo andrebbe ripristinata la capacità del lago del Bernigolo, a Moio - spiega - oggi invaso dalla terra. A suo tempo avevamo realizzato un progetto insieme a Enel. Non se ne fece più nulla perché furono individuati rifiuti speciali». Del recupero del Bernigolo si è tornati a parlarne in queste settimane: Enel, Regione e Comune di Moio, hanno avviato le trattative - in vista della scadenza della concessione a Enel - per capire quanto e quando potrà essere ripristinato il bacino. «Sul Serio abbiamo da tempo un progetto per realizzare vasche di accumulo ad Albino - dice Reduzzi -. Se un tempo l’intervento era stato quantificato in 18 miliardi di vecchie lire, ora costerebbe 50 milioni di euro».
Infine nuove dighe: «Andrebbe superata una generale resistenza psicologica alla realizzazione di nuovi bacini - conclude -. Già negli anni Ottanta, si era proposto un nuovo sbarramento a Valzurio, opera supportata positivamente da indagini geologiche. Purtroppo non se n’è fatto nulla».
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