Bergamo, carabinieri «fermano» il tuk tuk. Ma il giudice di pace sospende

IL CASO. Per i militari svolgeva un servizio Ncc non autorizzato. La società ha fatto ricorsoe ottenuto la sospensiva.

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Sono comparsi negli ultimi anni sulle strade della città come una nuova forma di trasporto dedicata soprattutto ai turisti. Il fenomeno dei piccoli tuk tuk elettrici utilizzati per accompagnare i visitatori alla scoperta della città balza ora al centro del dibattito dopo un controllo dei carabinieri di Bergamo Alta e una vicenda ancora da definire sul piano giudiziario.

La ricostruzione

Il 9 agosto i militari avevano fermato in viale Vittorio Emanuele un triciclo a motore intestato a un’agenzia di viaggi. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, i passeggeri a bordo - turisti dell’Est Europa - avevano concordato direttamente sul posto un giro panoramico, al costo di 10 euro a persona, senza avere acquistato preventivamente un pacchetto turistico. Per l’Arma, quelle modalità configuravano di fatto un servizio di noleggio con conducente non autorizzato. Il mezzo risultava inoltre immatricolato per uso proprio e il conducente, 52 anni, aveva la sola patente B. Da qui le contestazioni e i successivi provvedimenti: sospensione della patente, sospensione della carta di circolazione, fermo del mezzo e ordinanza del Comune per la cessazione dell’attività Ncc.

Provvedimenti sospesi

Nei giorni scorsi il Giudice di Pace di Bergamo Marina Aiello ha però sospeso l’efficacia esecutiva dei provvedimenti impugnati, «ritenuta la sussistenza dei gravi motivi previsti dalla legge alla luce delle doglianze sollevate dall’opponente».

L’udienza di discussione è stata fissata al 2028. La società TukTuk Bergamo Srl, attraverso l’amministratrice unica Mariangela De Grazia e l’avvocato Luca Savi, sottolinea che «nessun accertamento è divenuto definitivo». La società sostiene di non avere «mai svolto noleggio con conducente, ma attività di agenzia di viaggio, promuovendo il territorio».

La società

La società è nata in Bergamo nel marzo 2022 nell’ambito del programma «Rinascimento Bergamo», promosso dal Comune di Bergamo con Fondazione Cesvi e Intesa Sanpaolo per il rilancio dell’economia cittadina dopo l’emergenza pandemica. Il progetto prevedeva l’acquisto di quattro tricicli elettrici, la creazione di itinerari turistici cittadini e la formazione degli operatori. L’impresa evidenzia di essere regolarmente registrata come agenzia di viaggio e di avere soddisfatto i relativi adempimenti assicurativi e fiscali.

La vicenda apre il dibattito su questa nuova forma di mobilità: «Sui tuk tuk stiamo facendo delle riflessioni», fanno sapere dal Comune, che peraltro ha recentemente ingaggiato alcuni mezzi della società, con apposita delibera, per un evento Unesco.

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