Bergamo, in 9 scuole superiori crescono i bocciati: «Difficoltà maggiori nel biennio»

SCRUTINI. In aumento gli studenti non ammessi a Bergamo. Nei licei percentuali più alte di promozioni. Migliorano Rigoni Stern, Natta, Vittorio Emanuele e Quarenghi.

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Le difficoltà continuano a concentrarsi soprattutto nei primi due anni delle superiori, dove orientamento, metodo di studio e sostegno alle fragilità rappresentano le sfide principali per studenti e scuole.

Secondo i dati degli scrutini 2025/26 a Bergamo il ricorso alla sospensione del giudizio continua a essere significativo, ma parallelamente cresce il numero delle scuole in cui aumentano le non ammissioni, oltre la metà di quelle prese in esame.

In 7 Istituti aumenta la percentuale di studenti promossi, in 8 dei rimandati e in 9 dei non ammessi

Nei 16 istituti superiori cittadini che hanno fornito i dati sugli scrutini finali 2025/26, in 7 è aumentata la percentuale di promossi — Secco Suardo, Quarenghi, Vittorio Emanuele, Natta, Rigoni Stern, Lussana e Opera Sant’Alessandro (unica scuola paritaria presa in esame, approfondita nel focus della pagina accanto) —, in 8 dei rimandati — Sarpi, Falcone, Mascheroni, Paleocapa, Mamoli, Quarenghi, Belotti e Galli — e in 9 di non ammessi — Sarpi, Falcone, Lussana, Mascheroni, Secco Suardo, Paleocapa, Caniana, Pesenti e Belotti.

Licei, più promossi

Tra le scuole con più promossi ci sono soprattutto i licei: Sant’Alessandro, Falcone e Mascheroni superano l’80%. Il dato più basso è all’istituto Paleocapa (61%). Sant’Alessandro, Sarpi e Mascheroni hanno le percentuali più basse di bocciati (sotto il 3%), Mamoli e Pesenti le più alte (15%). Fronte rimandati, il primato è del Paleocapa (29%).

Va ricordato che in alcuni istituti la somma tra promossi, sospesi e non ammessi non raggiunge il 100% perché una quota di studenti non viene scrutinata, generalmente per il superamento del limite massimo di assenze.

«Non lasciare indietro nessuno»

A fotografare il trend di quest’anno è il Paleocapa: le promozioni sono scese dal 69 al 61%, mentre i giudizi sospesi sono saliti dal 24 al 29% e i non ammessi dal 7 al 10%. Secondo la dirigente scolastica Annalisa Bonazzi i dati «delineano il quadro di una scuola responsabile, che valuta con attenzione, ma non vuole lasciare indietro nessuno. Il giudizio sospeso non deve essere vissuto come una sanzione o un fallimento, ma come una preziosa opportunità. Il dato più critico è la concentrazione di non ammessi nelle classi prime. Questo impone una riflessione sempre più responsabile sul sistema di orientamento».

Al Pesenti le non ammissioni sono raddoppiate, passando dal 7 al 15%: «Tante sono il sintomo diretto di scelte obbligate e non libere»

Al Caniana le promozioni sono scese dal 72,9 al 68,8%, mentre i bocciati sono saliti dal 6,6 al 9,1% e i sospesi dal 20,3 al 22%. La scuola fa sapere che approfondirà i risultati nelle prossime settimane attraverso un gruppo di lavoro ad hoc.

Al Pesenti, dove i promossi restano stabili al 75%, le non ammissioni sono raddoppiate passando dal 7 al 15%, mentre i giudizi sospesi sono scesi dal 18 al 10%. Per la dirigente Maddalena Dasdia non si può restare «indifferenti»: «Tante delle non ammissioni sono il sintomo diretto di scelte obbligate e non libere. Molti alunni si trovano costretti a iscriversi negli unici istituti semplicemente disposti ad accoglierli, sia dopo aver vissuto un primo insuccesso scolastico, sia perché appena arrivati in Italia».

Al classico Sarpi i promossi sono scesi dall’82 al 75%, mentre i sospesi sono cresciuti dal 16 al 23% e le non ammissioni dall’1,8 al 2%. Per il dirigente Claudio Ghilardi «il liceo continua a registrare livelli di non ammissione molto bassi e una forte motivazione degli studenti, ma emergono lacune di base, soprattutto negli alunni del primo anno appena arrivati dalla scuola media, che richiedono un accompagnamento più intenso, anche per superare l’impostazione di uno studio prettamente mnemonico».

I percorsi di supporto e recupero

Anche il linguistico Falcone presenta dati sostanzialmente stabili ma in lieve flessione: i promossi sono passati dall’82,4 all’81,3%, i sospesi dal 14,6 al 14,9% e i non ammessi dal 3,4 al 3,8%. La dirigente Gloria Farisé attribuisce la tenuta complessiva ai «percorsi di recupero, mentoring e supporto psicologico e metodologico sviluppati negli ultimi anni», evidenziando però «la crescente pressione che molte famiglie esercitano sui figli rispetto ai risultati scolastici».

Al Mamoli i promossi scendono dal 73 al 71%: «Siamo una scuola altamente inclusiva e multietnica. Una parte significativa delle difficoltà è legata alla complessità dell’utenza»

Lieve scostamento anche per lo scientifico Mascheroni, con gli ammessi scesi dall’85 all’82,5%, e un aumento sia dei sospesi (da 13 a 15%) sia delle non ammissioni (da 2 a 2,3%). La dirigente Paola Caterina Crippa si dichiara comunque «soddisfatta» dell’andamento generale.

Andamento simile al Belotti, dove i promossi sono passati dal 75,3 al 74%, i sospesi dal 18,4 al 19% e i bocciati dal 6,2 al 7%. «Siamo in linea con gli anni passati», commenta il dirigente Giovanni Carlo Vezzoli.

Al Galli i promossi sono scesi dal 79,1 al 75,6%, mentre i sospesi sono saliti dal 12 al 14% e i bocciati sono rimasti stabili al 5,7%. Il dirigente Brizio Campanelli evidenzia che «le iniziative di supporto agli studenti legate alle risorse Pnrr sono proseguite anche nella prima parte dell’anno. Certamente di questo hanno potuto beneficiare moltissimi alunni».

Mentre al Mamoli promossi scesi dal 73 al 71%, bocciati fermi al 15% e sospesi cresciuti dall’11 al 14%. La dirigente Armanda Ferrarini ricorda però le peculiarità dell’istituto, caratterizzato da una forte presenza di studenti con bisogni educativi speciali e da percorsi serali per adulti. «Siamo una scuola altamente inclusiva e multietnica. Una parte significativa delle difficoltà è legata alla complessità dell’utenza».

Il doppio trend

Ci sono poi scuole dal doppio trend. Allo scientifico Lussana i promossi sono passati dal 72 al 73,7%, mentre i rimandati sono scesi dal 22 al 16%. In crescita invece le non ammissioni, dal 6 al 10,3%. Per la dirigente scolastica Simonetta Marafante la scuola «mantiene standard formativi rigorosi», ma «impara ogni giorno a calarsi nel mutato e complesso contesto giovanile».

Analoga situazione al liceo Secco Suardo, dove i promossi sono cresciuti dal 76 al 78,2% e i sospesi calati dal 23,5 al 21,1%, anche se le non ammissioni sono aumentate dal 3,5 al 4,2%. «Siamo soddisfatti — afferma la dirigente Manuela Nicosia —. Particolarmente incoraggianti sono gli esiti del secondo biennio e delle classi terminali. Permangono invece criticità nel biennio iniziale, alle quali la scuola risponde con corsi di riallineamento, recupero, attività di orientamento e sostegno psicologico».

Gli istituti che migliorano

Tra i miglioramenti più evidenti c’è quello dell’istituto Rigoni Stern, dove i promossi sono passati dal 66,9 al 77,5%, mentre i giudizi sospesi sono crollati dal 25,5 al 15,2%.

Trend positivo anche al Natta. I promossi sono saliti dal 63,5 al 71%, i sospesi sono scesi dal 29,3 al 22%. La dirigente Savia Nardone spiega che «questo esito è il frutto di un lavoro costante di attenzione alla persona e di accompagnamento degli studenti, realizzato attraverso sportelli help, attività di riallineamento, sportello di ascolto e percorsi mirati sia all’inclusione sia alla valorizzazione delle eccellenze».

Al Vittorio Emanuele gli ammessi sono passati dal 61 al 66%: «Un dato positivo che premia gli sforzi profusi»

Segnali incoraggianti arrivano anche dal Vittorio Emanuele II, dove gli ammessi sono passati dal 61 al 66%, mentre i giudizi sospesi sono scesi dal 27 al 22%. Per la dirigente Patrizia Giaveri «è un dato positivo che premia gli sforzi profusi dalla scuola nelle azioni di accompagnamento, recupero e riorientamento, nonché il supporto alle sempre più diffuse situazioni di fragilità. Nelle classi prime c’è una quota significativa di non ammessi è legata anche alla mancata frequenza».

Al Quarenghi la situazione resta sostanzialmente stabile, con una lieve crescita delle promozioni dal 72,5 al 73%: «Le maggiori difficoltà si concentrano nel biennio, spesso a causa di scelte di indirizzo non pienamente consapevoli», osserva la dirigente Ursula Dragone.

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