Bollette, stangata d’autunno per gli utenti «vulnerabili»

L’ALLARME. L’Arera: rincaro del 12,7% per il gas e del 37,3% per l’elettricità sul quarto trimestre. Perria: «Attenzione ai costi fissi». Busi: «Serve valutare con prudenza le offerte».

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Visto quel che sta accadendo, la formula ha un che di beffardo. Il «servizio di tutela della vulnerabilità», la denominazione dei contratti dell’energia riservati alla popolazione fragile, ha tariffe in continuo aumento, talvolta addirittura più del mercato libero.

L’aggiornamento dei prezzi

L’ultima brutta notizia è arrivata venerdì 2 ottobre, quando l’Arera – l’autorità di regolazione dell’energia – ha comunicato l’aggiornamento dei prezzi del gas relativi a settembre, con un incremento del 12,7% per l’utente-tipo. Una mini-stangata per circa 40mila famiglie bergamasche, tante se ne stimano secondo i più recenti dati pubblicati dall’Arera: rientrano in questa categoria i clienti «vulnerabili» – con almeno 75 anni d’età, oppure in situazione di «svantaggio economico» o con una disabilità certificata in base alla legge 104 – che hanno scelto di non passare al mercato libero dopo lo stop definitivo del vecchio «mercato tutelato» un paio d’anni fa.

«I vulnerabili, in teoria, dovrebbero avere una tutela delle condizioni economiche, ma in realtà i rincari sono costanti»

Il ritocco, ha spiegato l’Arera, è legato al fatto che «le quotazioni (del gas, ndr) all’ingrosso hanno subìto un nuovo deciso rialzo». È solo l’ultimo salasso, visto che all’inizio della settimana l’Arera aveva rivisto pure la componente dell’energia elettrica del regime di maggior tutela (che in Bergamasca riguarda circa 70mila famiglie), prevedendo un rialzo del 37,3% delle bollette nel quarto trimestre di quest’anno, sempre determinato dalle «tensioni internazionali che mantengono elevati i prezzi delle materie prime energetiche». Mettendo insieme le due voci di spesa, sarà un inverno più salato per 110mila utenze in Bergamasca: non si tratta però di 110mila famiglie diverse, perché uno stesso nucleo può avere il regime di tutela sia per il gas sia per la luce, oppure solo per una delle due forniture.

Le associazioni dei consumatori

E quali possono essere, allora, le alternative? In questi ultimi giorni, complice il boom delle quotazioni energetiche e la necessità di difendere il potere d’acquisto delle famiglie, anche per gas ed elettricità i grandi player del settore hanno lanciato un sistema di «price cap» o delle agevolazioni piuttosto invitanti per i nuovi clienti del mercato libero.

Si guarda alle promozioni

Insomma, è partita la caccia alla promozione. Che rischia però di apparire come una giungla di offerte: «Siamo in una fase delicata – rileva Christian Perria, presidente di Federconsumatori Bergamo –. I vulnerabili, in teoria, dovrebbero avere una tutela delle condizioni economiche, ma in realtà i rincari sono costanti. Dall’altro lato, le offerte del mercato libero rischiano di creare altra confusione: leggendo dei tanti sconti lanciati in questo periodo, un utente può trovarsi spaesato. Bisogna stare attenti nelle scelte e fare sempre una valutazione d’insieme, partendo dal costo della materia prima ma controllando soprattutto gli oneri di commercializzazione, cioè le spese fisse del mercato libero che possono valere anche fino a 30 euro al mese se non di più. Il mercato libero non è da demonizzare, ma la fretta spesso è cattiva consigliera».

«Mai accettare al telefono»

Anche Mina Busi, presidente di Adiconsum , invita alla prudenza, per non lanciarsi a capofitto nel cambio di regime contrattuale o di gestore: «Non bisogna mai accettare le proposte per telefono: occorre sempre farsi mandare le condizioni per iscritto e leggerle attentamente. Certamente in questo scenario è opportuno puntare su un accordo a prezzo fisso, perché le previsioni indicano ulteriori rincari». Quanto ai vulnerabili, «se si guardano gli ultimi aumenti – riflette Busi – le salvaguardie promesse sembrano non esserci più. Ma prima di passare al mercato libero bisogna fare attenzione ai costi fissi e ad altre clausole: il prezzo della materia prima può essere più basso, ma spesso vengono inclusi dei servizi aggiuntivi che fanno lievitare la bolletta finale».

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