CercaBergamo, hai indovinato il particolare misterioso? Ecco la soluzione e la storia che nasconde - Foto
IL GIOCO DELL’ESTATE. Questo piccolo insetto è l’indizio che porta al quiz della sesta puntata nel nostro gioco dell’estate, riservato agli abbonati de L’Eco di Bergamo. Ecco la soluzione.
Lettura 3 min.Un insetto in ferro battuto era il dettaglio da indovinare questa settimana nell’appuntamento della rubrica «CercaBergamo». Avete capito dove si trova? Avete risposto al sondaggio? In questa puntata sveliamo la soluzione e vi raccontiamo la storia di questo luogo. Il gioco è riservato agli abbonati de L’Eco di Bergamo, edizione cartacea o digitale.
Lungo la ciclovia del Liberty di Sarnico, che collega tra loro le ville storiche progettate dall’architetto milanese Giovanni Sommaruga tra la fine del Diciannovesimo e l’inizio del Ventesimo secolo, si può ammirare uno dei cancelli tipici di quello stile. Nastri, nodi, fiori rampicanti e foglie adornano l’ingresso di villa Faccanoni. E proprio su questo cancello nato in dialogo con la natura che circonda la splendida dimora, campeggiano alcune mosche in ferro battuto.
Solo l’occhio attento di chi si ferma a osservare il cancello, dietro il quale si apre la vista sul parco della villa e sul lago, nota questi piccoli insetti, realizzati a inizio Novecento. A un primo sguardo potrebbero sembrare api, invece si tratta proprio di mosche.
Le opere liberty di Sommaruga
Ma come arrivò il Sommaruga, architetto milanese, sul Sebino? Fu grazie alla lungimiranza e alle possibilità economiche della famiglia di Giuseppe Faccanoni, descritto come «il tipico signore della Belle Epoque», e dei fratelli Pietro e Luigi. Nel 1897 l’ingegnere Pietro era direttore di un’impresa italiana deputata alla costruzione di acquedotti e di altre opere pubbliche a Vienna. Sommaruga venne chiamato a Sarnico, per la prima volta, nel 1907 per la trasformazione di una vecchia filanda in una villa liberty. Alla morte del proprietario la villa, sita al numero 1 di via Orgnieri (oggi villa Passeri), fu acquistata da un altro privato che la conservò in tutto il suo originario splendore.
Sempre nel 1907, Sommaruga iniziò la realizzazione della villa di Giuseppe Faccanoni (oggi abitata da un discendente della famiglia, un altro Giuseppe Faccanoni). Questo è, probabilmente, il capolavoro sarnicense dell’artista milanese: al numero 56 di via Vittorio Veneto, la villa è immersa in un suggestivo e ampio giardino. Distribuito su due piani, arricchito di mansarde, terrazze, bovindi (quasi cantorie rinascimentali) e torre, l’edificio presenta l’ingresso principale sull’angolo smussato prospiciente il lago. Diversi tipi di pietre rivestono la struttura e animano l’andamento irregolare della villa, decorata da fasce in cotto e in maiolica. Una serie di figure scolpite di animali più o meno riconoscibili popola questo “villino per scapolo”. Il richiamo, simbolico, alla struttura di una nave obbedisce a un preciso intento e a una solida complicità tra architetto e committente. Spettacolare il cancello d’ingresso, in ferro battuto: oltre ai consueti nastri si ritrova il gusto per la rappresentazione naturale attraverso la raffigurazione di un campionario di fiori e di incauti insetti catturati da strane ragnatele.
Le altre bellezze architettoniche
Al numero 5 di Via Predore, infine, è situato l’imponente edificio di villa Luigi Faccanoni, ora villa Surre.
Le cancellate e le recinzioni esterne di tutte e tre le ville, realizzate in ferro battuto, inseguono i motivi liberi e svolazzanti della cosiddetta «Arte nuova». Sono frutto della collaborazione con il mastro ferraio Alessandro Mazzucotelli, che accompagnò l’architetto Sommaruga durante quasi tutta la sua esperienza professionale. Per quanto riguarda nel dettaglio la paternità del cancello di villa Faccanoni, però, alcuni carteggi del Sommaruga farebbero pensare che il disegno sia opera sua (per altro la mosca in bella vista è uno dei suoi tratti distintivi) e non del Mazzucotelli. Sta dai fatto che queste opere d’arte non hanno mancato nei decenni seguenti di influenzare l’architettura e lo sviluppo urbanistico di Sarnico, che in alcuni casi si è richiamato ai dettagli liberty dei suoi «gioielli».
Sempre del Sommaruga, infine, il Mausoleo Faccanoni, edificato nel cimitero di Sarnico come uno ziqqurat, una sepoltura dai richiami laici.
Alla scoperta in Kayak e in bicicletta
Per ammirare le opere in stile liberty dell’architetto milanese, che sono valse a Sarnico il titolo di cittadina del Liberty, è possibile percorrere a piedi o in bicicletta la ciclovia che collega il lungolago al cimitero e poi alle altre due ville verso Predore. Ma si può anche partecipare a una delle tante escursioni in kayak proposte dalle associazioni del paese.
Un reel social
Per saperne di più, sabato 18 luglio segui il reel in cui racconteremo e vi mostreremo le peculiarità di questo cancello e del Liberty a Sarnico. L’appuntamento è sabato mattina su Ig e Fb.
Che cosa è «CercaBergamo»
«CercaBergamo» è la rubrica online de L’Eco di Bergamo che accompagna l’estate di lettori abbonati. Ogni settimana, il lunedì, sul nostro sito e sui nostri canali social pubblicheremo la foto di un dettaglio, tratto per esempio da un edificio storico o da un monumento, e i nostri lettori dovranno indovinare dove è stata scattata.
Il giovedì sveleremo la soluzione, raccontando la storia di quel luogo, con foto e curiosità. Il sabato (non il venerdì come precedentemente comunicato, ndr) anche una sorpresa sui social de L’Eco di Bergamo: un reel con il giornalista che ha giocato con voi, una novità rispetto alle precedenti edizioni che renderà il gioco più vivace e vi permetterà di conoscere chi sta giocando con voi dei giornalisti de L’Eco di Bergamo.
Un gioco per i nostri abbonati
Dopo due puntate gratuite il gioco entra nel vivo ed è riservato ai nostri abbonati all’edizione cartacea o digitale. Se non sei abbonato, puoi farlo approfittando anche delle promozioni speciali per leggere L’Eco in questo periodo estivo.
Come giocare abbonandosi
Per chi non fosse ancora abbonato, può farlo approfittando quindi anche delle promozioni speciali per leggere L’Eco di Bergamo in questo periodo estivo, con una promozione a 8,90 euro a settimana per sei settimane, per l’edizione digitale. A seguire il costo sarà di 10 euro per le 4 settimane successive. L’abbonamento include l’accesso all’edizione digitale da mezzanotte e trenta, la possibilità di sfogliare il giornale in versione digitale ovunque si voglia e di leggere ma anche ascoltare gli articoli. Un’offerta per chi non rinuncia al giornale ovunque in vacanza e soprattutto non vuole rinunciare al «CercaBergamo», per scoprire meglio le curiosità della nostra Bergamasca.
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