«Che spettacolo la storia!», il campus estivo al Museo delle storie di Bergamo

IL PROGETTO. Dedicato a bambine e bambini dai 6 agli 11 anni. Posti disponibili per il percorso dal 31 agosto al 4 settembre.

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Bergamo

Al Museo delle storie di Bergamo sbarca il progetto «Che spettacolo la storia!», campus estivo dedicato a bambine e bambini dai 6 agli 11 anni.

Un’iniziativa che intreccia patrimonio culturale, teatro e inclusione sociale: si svolgerà nelle sedi del Museo dal 15 al 19 giugno, con posti già esauriti, e poi dal 31 agosto al 4 settembre. Maggiori informazioni a questo link.

La finalità sociale

Il campus nasce all’interno del programma «Un anno al Museo delle storie», calendario annuale di attività educative e culturali. Al centro anche una precisa finalità sociale: grazie al sostegno di Lions Club Bergamo Colleoni e Nepios Onlus, e alla collaborazione della Cooperativa sociale L’impronta, 14 bambini sui 28 partecipanti complessivi - sette per ciascuna delle due settimane di campus - potranno accedere gratuitamente al campus. I posti gratuiti saranno destinati a nuclei familiari che vivono situazioni di vulnerabilità socio-economica individuate dalla Cooperativa.

«Occasione di incontro con la storia»

Il progetto, in collaborazione con Teatro d’Acqua Dolce, Cooperativa sociale L’Impronta e con il sostegno di Lions Club Bergamo Colleoni e Nepios Onlus, è stato presentato martedì 26 maggio a palazzo Frizzoni: «L’iniziativa aderisce pienamente all’idea che la cultura sia una risorsa fondamentale per il benessere di ciascuno di noi e per la costruzione di società più inclusive», ha detto Marcella Messina, assessora alle Politiche sociali. «Offrire ai bambini occasioni di incontro con la storia, con l’arte e con il teatro significa aprire spazi in cui crescere, sviluppare relazioni e sentirsi parte di una comunità. Ancora più importante è farlo garantendo l’accessibilità, senza che condizioni economiche o fragilità sociali possano diventare un ostacolo. Investire in cultura significa investire nella prevenzione delle disuguaglianze, nella qualità delle relazioni e nella possibilità, per ogni bambina e bambino, di trovare luoghi in cui stare bene, scoprire i propri talenti e costruire il proprio percorso di crescita».

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