Covid, via agli istituti «sentinella»: ogni 15 giorni 1.770 alunni invitati a sottoporsi a test salivari

L’iniziativa riguarda i ragazzi di elementari e medie. Verranno coinvolti 1.770 alunni. Ats: monitoreremo il virus.

Monitorare, dunque prevenire. Per giocare d’anticipo contro il virus, specie negli ambiti più delicati per la circolazione del Sars-CoV-2, una delle novità per l’anno scolastico alle porte sarà rappresentata dalle «scuole sentinella»: grazie ai tamponi molecolari salivari – meno invasivi, simili a «lecca lecca», ma assolutamente affidabili per diagnosticare l’eventuale positività – si testerà un buon numero di classi «campione» tra scuole elementari e medie, a intervalli di quindici giorni, così da cogliere in anticipo i segnali del virus.

Nei documenti dell’Istituto superiore di sanità (Iss), che nei giorni scorsi ha presentato il «piano per il monitoraggio della circolazione di Sars-CoV-2 nelle scuole primarie e secondarie di primo grado», sono condensati anche i numeri della Bergamasca: a cadenza quindicinale dovranno essere «invitati» a questo test 1.770 studenti, 1.096 delle scuole elementari bergamasche (su una platea di 50.532) e 674 delle medie (su 31.078), con l’obiettivo che ne aderiscano effettivamente (cioè che si sottopongano al test) 657 alunni delle elementari e 404 e delle elementari. In altri termini: due volte al mese poco più del 2% degli studenti di elementari e medie sarà invitato a partecipare al monitoraggio, che avrà effettiva valenza se al test si sottoporrà il 60% degli «invitati».

Lavori in corso

Non si partirà da subito, cioè dal suono della prima campanella di domani, ma lo start è comunque fissato a stretto giro: ottobre potrebbe essere il mese d’inizio per questo test, novembre lo sarà sicuramente. Quel che finora è partito, con un lavoro che si farà ancor più approfondito nei prossimi giorni, è l’aspetto organizzativo tratteggiato dal sistema sanitario lombardo. Lo scorso venerdì, per esempio, la Regione ha promosso una riunione con le Ats, e ci si aggiornerà anche nella settimana alle porte. «Stiamo interloquendo con la Regione, a breve si definiranno i criteri per stabilire quali saranno le scuole che verranno individuate per questo monitoraggio e quale sarà la rotazione – spiega Sergio Piazzolla, dirigente medico del Dipartimento di Igiene e prevenzione sanitaria dell’Ats di Bergamo –. L’ipotesi, una volta individuate le scuole, è che si farà una prima tornata di tamponi in presenza di personale sanitario che ne spiegherà il funzionamento, per poi affidare il monitoraggio alle famiglie, organizzando le attività di ritiro, trasporto, refertazione». Una «metodica», quella dei test molecolari salivari, che per l’Iss «garantisce anche la possibilità di processare il campione per l’eventuale sequenziamento genomico virale». «Questo monitoraggio permetterà di capire in tempi rapidi, anche in anticipo, i segnali che arrivano dalla scuola sulla circolazione del virus», rimarca Piazzolla. Individuate le scuole, lo screening in ciascun istituto dovrebbe protrarsi per due mesi (quindi con quattro tornate di tamponi): poi si cambierà scuola, dunque sentinelle.

Distanziamento e mascherina

Che siano giorni impegnativi, lo testimoniano i numeri: solo negli ultimi quaranta giorni, sono stati una dozzina i decreti, circolari o «note» sulle misure di prevenzione in ambito scolastico inviati dal ministero o dalla Regione.

«Il lavoro sul tema non s’è mai interrotto – sottolinea Piazzolla –, la collaborazione con le scuole è stata forte». Partendo dall’estate, non certo di vacanza: «Gli esami di maturità e terza media sono andati bene, senza problemi. Per la “Scuola d’estate” hanno aderito 154 istituti bergamaschi movimentando 30 mila persone: non ci sono stati contagi rilevanti, i casi pochissimi. Aggiungiamoci anche i 250 Cre, con pochi positivi rispetto alle migliaia di ragazzi».

Ma cosa cambia, in sostanza, da domani nelle scuole? «La sintesi è che le misure attuate lo scorso sono quasi tutte ribadite, con minime variazioni – spiega Piazzolla -. Una delle poche differenze riguarda il distanziamento di un metro: non è più una regola inderogabile, perché quest’anno è possibile derogare qualora per motivate esigenze strutturali o logistiche (per esempio le dimensioni dell’aula, ndr) non sia possibile rispettarlo, riducendolo per esempio a 80 centimetri e mantenendo però tutte le altre misure, dalla mascherina alla ventilazione alle igienizzazioni».

Proprio sulla mascherina, la situazione è fondamentalmente chiara: «Va sempre indossata», ricorda Piazzolla, in attesa di sciogliere alcuni nodi legati alla privacy sull’ipotesi che permette di togliere la mascherina quando si è al banco se tutti gli studenti della classe sono vaccinati. La quarantena (isolamento fiduciario) per i contatti dei positivi è ora ridotta: 7 giorni per chi ha completato il ciclo vaccinale e 10 giorni per gli altri, sempre con test al termine di questo periodo. E il tracciamento come funziona? «Per i positivi si cercano i contatti avuti nelle 48 ore precedenti alla data di esecuzione del tampone, o nelle 48 ore precedenti alla data di comparsa dei sintomi se il test è successivo alla comparsa dei sintomi. Qualora si sia in presenza di variante Beta, di cui sono stati registrati comunque pochissimi casi in Bergamasca, il tracciamento torna indietro sino a 14 giorni – precisa Piazzolla –. Il positivo effettuerà 10 giorni di isolamento obbligatorio, con un test di controllo al termine di questo periodo: se è ancora positivo il test sarà ripetuto al 17° giorno».

© RIPRODUZIONE RISERVATA