(Foto di Bedolis)
IL RAGGIRO. Brutta avventura per due sorelle 80enni di Bergamo, i ladri le hanno seguite e indotte a fermarsi suonando il clacson. Prelievi sventati dal sistema antifrode della banca.
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Avevano appena terminato una lezione di ginnastica al Centro per tutte le età e stavano rientrando a casa in auto. All’altezza della chiesa di Longuelo, però, un’Audi di colore scuro che le seguiva a breve distanza ha iniziato a suonare il clacson e a lampeggiare con insistenza, come per invitarle ad accostare. Dopo un primo momento di esitazione, pensando forse di aver lasciato aperto il bagagliaio, si sono fermate. È cominciata così la truffa con furto ai danni di due sorelle ottantenni di Bergamo.
Dall’auto è sceso un giovane ben vestito, che si è avvicinato con modi gentili alla Panda delle due donne, dal lato del passeggero, chiedendo informazioni stradali generiche. Una scena anomala, che ha insospettito le due sorelle, ma non abbastanza per non essere derubate. In pochi istanti un terzo complice ha aperto la portiera posteriore dell’auto approfittando del momento di distrazione e sfilando la borsa di una delle due donne, appoggiata sul sedile.
Dopo aver ringraziato per le informazioni fornite, il giovane è risalito sull’auto, che ha invertito il senso di marcia e si è allontanata rapidamente. Solo dopo essere ripartite, sentendo il segnale acustico che indicava una portiera posteriore aperta, le due anziane si sono rese conto di quanto era accaduto.
Nella borsa rubata c’erano portafoglio, documenti d’identità, patente, carte di credito, cellulare e chiavi di casa. Dopo il comprensibile shock e lo scoramento iniziale, per le due sorelle è così iniziata la corsa a bloccare le carte, a sporgere denuncia ai carabinieri e a sostituire le serrature.
Ma la brutta avventura non era ancora finita. Circa un’ora dopo il furto, la banca ha segnalato delle operazioni sospette: tre bonifici, per un totale di 29mila euro, con una causale legata all’acquisto di mobili e arredamento, disposti e autorizzati nel giro di pochi minuti.
Fortunatamente l’importo elevato ha fatto scattare l’allarme del sistema antifrode dell’istituto di credito, che ha bloccato le operazioni prima che il denaro venisse trasferito. Secondo quanto scritto nella denuncia presentata ai carabinieri di Bergamo, è emerso che i ladri sarebbero riusciti a sbloccare il telefono, ad accedere all’home banking e ad avviare i pagamenti, nonostante i codici non fossero custoditi all’interno della borsa rubata. Fortunatamente i danni patrimoniali sono stati limitati ai 60 euro in contanti presenti nel portafoglio. Ben più pesanti, invece, le conseguenze emotive.
Un episodio, l’ennesimo, perpetrato nei confronti di persone anziane o fragili. Nonostante i ripetuti appelli a prestare la massima attenzione, i malviventi puntano a sorprendere le «prede» designate con raggiri sempre diversi e messi a punto nel minimo dettaglio. In questo caso hanno dimostrato anche competenze informatiche, riuscendo a superare sistemi di sicurezza digitali che vengono utilizzati quotidianamente e che si considerano sicuri e affidabili.
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