(Foto di Colleoni)
IL RICORDO. La Messa in San Tomaso per la giovane «andata in cielo» 15 anni fa. «Ha vissuto in pienezza anche la malattia. La sua testimonianza ci aiuta». In ospedale l’iniziativa dei frati. Entro l’anno potrebbe diventare Venerabile.
Lettura 2 min.È stata celebrata mercoledì sera nella chiesa di San Tomaso Apostolo a Bergamo la Messa in ricordo di Giulia Gabrieli, salita al cielo proprio nella sera del 19 agosto 2011. Ha presieduto la celebrazione don Mattia Tomasoni, vicepostulatore della causa di beatificazione, che ha accolto i genitori Sara e Antonio, i parenti e gli amici di Giulia ricordando «la sua breve esistenza segnata da due anni di malattia. Quindici anni fa, alle dieci di sera, concludeva la sua vita che è stata un inno di gioia al Vangelo. Ci ritrovano qui nella sua parrocchia, dove è nata e cresciuta nella fede».
Don Mattia ha ringraziato i sacerdoti che hanno concelebrato con lui: il parroco don Giuseppe Rossi; don Andrea Mazzucconi e don Andrea Mangili, rispettivamente ex parroco ed ex curato di San Tomaso che hanno conosciuto e accompagnato Giulia; fra Attilio Gueli della comunità dei Cappuccini dell’Ospedale.
Attraverso il commento alle letture don Mattia ha fatto emergere i tratti distintivi di Giulia, capace di illuminare la sua vita con la Parola di Dio: «La testimonianza di Giulia può illuminarci e aiutarci a comprendere la Parola di Dio. Parola e vita di intrecciano e la Parola sostiene le nostre vite. Giulia ha sperimentato su se stessa la cura di Dio, il pastore che
andava incontro a lei, ferita e ammalata. Avrebbe potuto vivere la malattia come un’ingiustizia, un tradimento della promessa della vita. Mi sembra che Giulia abbia mostrato una consapevolezza sempre più granitica che Dio era venuto a cercarla nella malattia, si sentiva amata in quel momento buio e difficile. Lei ha sentito vicino a sé il buon pastore. A sua volta ha sentito il bisogno di essere pastore di Dio amando con cura e tenerezza gli altri piccoli pazienti, i dottori, le infermiere. Non ha fatto mai mancare sorrisi a nessuno, anche a ipotetici destinatari, affidando le sue parole al suo libro. Per quanto triste o malata, per lei c’è sempre accanto il buon pastore».
«La lettura del Vangelo – ha continuato don Mattia – insegna che si deve avere la gioia di lavorare nella vigna del Signore. Giulia ha vissuto la malattia come la sua chiamata personale a collaborare al Regno. Ha vissuto la sua condizione in pienezza. Quando Giulia ha compreso che la guarigione non sarebbe stata possibile, è andata diritta nel cammino verso Dio, vivendo il Vangelo con semplicità e determinazione».
«Abbiamo bisogno di testimonianza così, per cogliere la bellezza di essere cristiani. Ringraziamo il Signore per la testimonianza di Giulia, per la sua ordinaria quotidianità. Una ragazza come tanti suoi coetanei che ha accettato la chiamata del Signore, non ha accampato scuse. Ha risposto “eccomi”, con gioia».
Don Mattia Tomasoni ha anche aggiornato sul percorso avviato per la beatificazione: «Entro la fine dell’anno la causa di Giulia sarà esaminata dalla commissione di Vescovi e Cardinali, che si esprimeranno sul riconoscimento o meno delle virtù eroiche di Giulia. In caso positivo la causa passerà a Papa Leone XIV per il riconoscimento delle venerabilità». Da parte di don Mattia anche l’appello a segnalare miracoli che, per essere riconosciuti, devono avvenire per intercessione di Giulia e dopo una guarigione non spiegabile dal punta di vista medico.
Nelle preghiere dei fedeli sono stati ricordati i tanti progetti nati dall’Associazione «Con Giulia» che danno continuità al cammino di solidarietà intrapreso dalla giovane. Significativa per l’Associazione la collaborazione sempre più stretta con altre realtà che operano all’interno dell’ospedale.
Con i frati, in occasione dalla Giornata mondiale del malato celebrata a febbraio, è stato avviato un percorso per far conoscere la figura di Giulia. «In chiesa – spiega Fra Attilio – abbiamo allestito una mostra, un video e cartelli con alcune frasi di Giulia. Ogni Messa si conclude con una preghiera a Giulia. Sono momenti sempre molto partecipati».
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