Il Vescovo ai dieci nuovi missionari: «Costruite amore e fraternità»
LA VEGLIA. Monsignor Beschi ha consegnato il mandato ai religiosi e laici che si apprestano a partire. «Amicizia e condivisione, condizioni indispensabili. La comunione è sorgente e frutto».
Lettura 2 min.«Sono amicizia e condivisione le condizioni indispensabili per la missione. La comunione è sorgente e frutto della missione. Dalla comunione con Dio scaturisce la comunione tra gli uomini». Con queste parole il Vescovo Francesco Beschi ha proposto la sua riflessione nella veglia che si è tenuta venerdì 16 ottobre in Cattedrale, durante la quale a dieci nuovi missionarie e missionari è stato consegnato il mandato. «La missione – ha aggiunto il Vescovo – è feconda nella misura in cui è frutto di condivisione. Missione significa costruire condizioni umanissime di amore, unità, fraternità, solidarietà, comunione, a partire da Cristo e dal Vangelo».
Chi sono i dieci missionari in partenza
Nei prossimi giorni i dieci missionari partiranno per Africa, Sudamerica e Cuba, di cui il Vescovo ha ricordato il legame con la Diocesi: «Conosciamo la delicata faticosa situazione di Cuba; lì tre sorelle di comunità religiose diverse saranno insieme. Non le lasceremo sole. La loro presenza è segno di speranza, nella consapevolezza che l’unità è un bene, non perché è forza, ma perché frutto dell’amore di Dio».
Al servizio della Chiesa di Guantánamo-Baracoa a Cuba saranno Suor Anastacia Mutisya Ndanu, della Diocesi di Wote in Kenya e consacrata nell’ordine delle Suore Preziosine di Monza; suor Luz Marina Morocho Chica, proveniente dall’Arcidiocesi di Cuenca in Ecuador, dell’Istituto delle Suore Sacramentine; suor Angiolina Perino della Diocesi di Bergamo dell’Istituto delle Suore Domenicane del Santo Rosario. Suor Amalia Chagas Lucio Fernandes dell’Istituto delle Suore Sacramentine, originaria della Diocesi di Belo Horizonte in Brasile, partirà al servizio della Chiesa di Nairobi in Kenya. Suor Emanuela Baggio della Diocesi di Vicenza, dell’Istituto delle Suore delle Poverelle, andrà in Perù al servizio della Chiesa di Chiclayo. Tra i laici una coppia di coniugi, Maria Carolina Salvi e Marco Piccinelli, della parrocchia di Torre de’ Roveri, laici Fidei Donum che si metteranno al servizio della Chiesa di Tanga in Tanzania. Giulia Robbiano della Diocesi di Genova, laica Fidei Donum, partirà per la Costa d’Avorio al servizio della Chiesa di Abengourou. Don Luigi Usubelli, della Parrocchia di Selvino, sacerdote Fidei Donum, sarà al servizio della Chiesa di San José de Mayo in Uruguay; don Simone Pelis, della Parrocchia di Pedrengo, sacerdote Fidei Donum, andrà in Bolivia al servizio della Chiesa di La Paz. Ai nuovi missionari e missionarie il Vescovo ha consegnato la croce in legno realizzata dai carcerati della città di Burrel, in Albania, e dai volontari del Mato Grosso in Perú.
La preghiera è iniziata accogliendo coloro che sono rientrati dalla missione. Al Vescovo hanno portato alcuni doni: dall’Ecuador Sara Franchi una stoffa colorata; dalla Bolivia Christian Cielok un portamonete, dall’Ecuador Elena Salvi uno zaino di stoffa e un cappello, «segni della ricchezza dell’esperienza e della bellezza della condivisione di parte del cammino con le donne e gli uomini di Paesi lontani».
Il Vescovo ha accolto anche due religiose inviate in Diocesi dalle Chiese di origine. Si tratta di suor Teibe Medhaine, suora comboniana, originaria dell’Eritrea, e suor Ana Lucia Curillo, sacramentina, originaria dell’Ecuador. A loro monsignor Beschi ha donato la lettera pastorale consegnata all’intera diocesi. «Grazie – ha detto – per aver accolto l’invito del Signore. La vostra testimonianza di fede è già dono per noi».
Don Massimo Rizzi, direttore del Centro missionario diocesano, al termine della preghiera, presieduta anche da don Sergio Gamberoni, direttore del Centro Unitario per la Formazione Missionaria (Cum) di Verona e don Cristiano Re, delegato vescovile per Vita sociale e mondialitá, ha ringraziato il Vescovo e ha sottolineato che «accogliere ed inviare è come il respiro che non si trattiene, nell’unitá, cercando cammini di pace. Tutti noi siamo missionari ed invitati ad andare in pace».
Un simbolo di questa missione è stato consegnato a tutti i presenti: un segnalibro che riporta ognuno il nome di uno dei 420 missionari bergamaschi presenti nel mondo, per cui pregare, e un campanellino che ricorda a ognuno la vocazione missionaria ricevuta attraverso il sacramento del battesimo.
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