In pellegrinaggio in Algeria sulle orme di Sant’Agostino
IL VIAGGIO. In programma con la Ovet dal 20 al 27 ottobre, aperte le prenotazioni. Don Della Giovanna: «Un itinerario alla scoperta dei luoghi della sua vita».
Lettura 1 min.Una terra modellata dai segni della storia, in cui convivono cultura, bellezze naturalistiche e architettoniche e profonda spiritualità. E in cui le tracce del cristianesimo, seppur oggi sia religione di minoranza (professata da meno dello 0,3% della popolazione), sono ancora presenti: in Algeria, infatti, nacque ed esercitò parte del suo ministero Sant’Agostino, filosofo, teologo e Vescovo che ha lasciato un segno profondo nella cristianità. Proprio i luoghi della sua vita saranno il fulcro del pellegrinaggio proposto da Ovet Viaggi, in programma dal 20 al 27 ottobre e guidato da don Luca Della Giovanna, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale dei Pellegrinaggi.
Il percorso
Quello del Vescovo di Ippona, riflette don Della Giovanna, è l’esempio di «un cristianesimo che non smette di dialogare con la cultura, ma che anzi si mette in rapporto con culture diverse». Cuore del pellegrinaggio «saranno i luoghi della vita di Sant’Agostino»: da Tagaste (l’attuale Souk Ahras), dove nacque nel 354 e tornò a insegnare a 19 anni, a Madaura, città dei suoi primi studi, passando per Hippona (oggi Annaba), dove fu Vescovo per 35 anni, fino alla sua morte nel 430. «Inoltre, si andrà alla scoperta della ricchissima eredità lasciata dal regno di Numidia (Cirta, l’odierna Costantina) e poi dai Romani, come Timgad (l’antica colonia di Thamugadis, la “Pompei d’africa”). Visiteremo luoghi naturalistici unici come le cascate di travertino dette “Hammam Maskoutine” (“bagno dei dannati”) con il suo storico complesso termale e, nei pressi di Batna, il “Canyon di Ghoufi” scavato dallo oued Abiod (“fiume bianco”). Ad Algeri, capitale del Paese, percorreremo le strette stradine della sua caratteristica “Casbah” e incontreremo il mondo cristiano grazie alle suore missionarie agostiniane nella Basilica di Notre Dame d’Afrique. Infine, si giungerà sulle colline di Tibhirine, nell’ex monastero di “Notre Dame de l’Atlas”, divenuto tragicamente famoso nel 1996 con il martirio cruento di sette monaci trappisti». Di cui, quest’anno, ricorre il 30° anniversario.
L’esperienza
Nell’itinerario Ovet, aggiunge don Della Giovanna, «faremo un’esperienza di incontro con due comunità agostiniane. La prima nella capitale Algeri, con le suore agostiniane missionarie a Bab El Oued», dove si visiterà il centro di accoglienza che le religiose guidano da anni. La seconda ad Annaba: il sito dell’antica Hippona è dominato dalla Basilica di Sant’Agostino, eretta tra il 1881 e il 1907, ispirata agli stili neo-moresco e neobizantino. Qui, dopo la Messa, ci sarà un incontro-testimonianza con i padri agostiniani.
Visitare la terra di Sant’Agostino è anche un «omaggio a Papa Leone XIV», appartenente all’Ordine degli Agostiniani. Legame che il pontefice ha evidenziato nel suo recente viaggio in Algeria: «Questa terra di Sant’Agostino mi fa pensare ogni giorno a lui e a tutto ciò che l’Algeria ha donato al mondo. Egli ci insegna che la diversità è una ricchezza, non una debolezza». Iscrizioni aperte (preferibilmente entro giugno), tutti i dettagli sul sito di Ovet.
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