«La fede parli alla vita delle persone»

DIOCESI. Il Vescovo Beschi alla presentazione del Bilancio di missione: «È positivo che si effettui una verifica». Nel documento i numeri, le azioni e le «opere - segno» compiute nell’ambito delle quattro «Terre esistenziali».

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Un’occasione per guardare alla ricchezza di quanto fatto, ma anche per valutare ed eventualmente correggere. È stato presentato nella serata di martedì 22 settembre al Centro congressi Papa Giovanni XXIII il Bilancio di missione della Diocesi con cui si traccia un racconto di quanto operato nella Diocesi nel corso dell’anno 2025.

Il Bilancio di missione

Il Bilancio, redatto per il secondo anno, è costituito non solo da numeri, ma rappresenta soprattutto la condivisione di progetti, percorsi, opere-segno realizzate nelle 13 Comunità ecclesiali territoriali attraverso le quattro «Terre esistenziali», ovvero gli ambiti nei quali la Diocesi ha scelto di strutturare l’azione pastorale: Famiglia ed educazione, Vita sociale e mondialità, Prossimità e cura, Cultura e comunicazione.

«Positivo che si compia una verifica»

Al termine della presentazione, il Vescovo Francesco Beschi ha sottolineato alcuni aspetti, a partire proprio da una delle ragioni che hanno portato alla scelta di compilare il bilancio, e che riguarda l’esigenza di condivisione: «È positivo che si compia una verifica avvertendo la necessità di soffermarsi, guardare la ricchezza delle nostre iniziative, valutare ed, eventualmente, correggere». È una scelta, ha ricordato il Vescovo, che si sta consolidando nella vita della Chiesa «anche per spinta di Papa Leone che ha indicato i criteri: incontrare Cristo e farlo incontrare, generare comunità, abitare e servire la città, formare il popolo di Dio secondo una visione della vita alimentata dal Vangelo».

Uno degli aspetti su cui interrogarsi riguarda la contrazione dei numeri legati all’attività specifica del Vangelo: battesimi e matrimoni si sono ridotti negli ultimi anni di un terzo, fenomeno legato anche all’inverno demografico. «Già 50 anni fa - ha ricordato monsignor Beschi - si parlava del permanere di una tradizione, ma sempre più fragile. Era già in atto una crisi che ora necessita di una fede più profonda e consapevole. Non si deve essere pessimisti, ma rilanciare la consapevolezza di una missione, perché la fede parli alla vita delle persone, una fede che sia capace di dire una parola di significato nella vita, altrimenti rassegnata alla marginalità».

Monsignor Michelangelo Finazzi, vicario episcopale per i laici e per la pastorale, introducendo i delegati delle Terre esistenziali, ha spiegato che «il documento non è solo un bilancio economico, non un’autocelebrazione. Come dire che cosa ha operato il Signore nella sua Chiesa? Non sono misurabili amore e carità e l’effetto della Grazia».

Alcuni numeri

Don Carlo Nava, delegato vescovile per la Famiglia e l’educazione, ha indicato alcuni numeri: oltre 32mila ragazzi nella catechesi, 3.600 catechisti, 600 insegnanti di religione. Opera segno è «La Casa» a San Paolo D’Argon, luogo di fraternità ed accoglienza per genitori separati o in crisi coniugale, mentre una storia significativa arriva dalla Cet13 Stezzano, che ha colto la difficoltà delle famiglie con bambini piccoli nella partecipazione alla Messa, da qui la proposta di una Messa speciale celebrata a «Casa Guanella».

Don Cristiano Re, delegato vescovile per la Vita sociale e mondialità, ha presentato alcuni dati che toccano anche l’attività del Centro missionario diocesano e di «Fileo», con le proposte formative: 110 gruppi missionari, 410 missionari bergamaschi nel mondo, 15 realtà che hanno ospitato la mostra sull’ambiente «Cura ogni piccolo gesto». «Al centro - ha detto don Re - temi caldi che toccano la pastorale per i migranti, il dialogo ecumenico e religioso, la costruzione del bene comune, la giustizia sociale, la pace». Tra le opere segno il progetto Munaypata in Bolivia, mentre la Cet 9 Valle Imagna - Villa d’Almè è stata protagonista di un incontro che ha coinvolto i gruppi missionari e altre realtà come Sermig-Arsenale della Pace di Bonate e Mato Grosso.

Per la Terra esistenza Prossimità e cura, il delegato vescovile Giuseppe Giovanelli ha evidenziato che «si è lavorato per costruire una cultura della prossimità. Tanti i volontari, oltre 1.500, che agiscono non solo per buona volontà, ma anche formandosi, unendo cuore e competenza». Una storia emblematica riguarda la Val di Scalve, in cui è nata una Caritas interparrocchiale, presidio in un territorio in cui si colgono solitudine e isolamento. L’opera segno è la Casa minori e famiglia Marina Lerma, inaugurata a giugno 2025.

Sabrina Penteriani, delegata vescovile per Cultura e comunicazioni, ha ricordato le Settimane della Cultura con 120 eventi sul territorio e sviluppate in particolare dai giovani della Cet 12 di Dalmine, l’attenzione al patrimonio artistico. Opera-segno il nuovo Museo Bernareggi che ad oggi ha già registrato oltre 40mila visitatori. L’economo della diocesi Don Enrico Minuscoli ha presentato i dati economici, con un raffronto con lo scorso anno, che indica stabilità. Stella Gubelli di Altis Advisory, spin-off dell’Università Cattolica di Milano, che ha curato il bilancio, ha spiegato il metodo con cui sono stati raccolti i dati.

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