«La mia vocazione tra Africa, scuola e servizio in carcere»
LA CELEBRAZIONE. Sabato 24 ottobre Cristina Locatelli sarà consacrata dal Vescovo. Testimonierà la dedizione totale a Cristo nel quotidiano. «È la risposta a una chiamata per la Chiesa e i suoi fratelli».
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Si svolgerà sabato 24 ottobre in Cattedrale (ore 15) la consacrazione nell’Ordo virginum di Cristina Locatelli, che nel rito liturgico vedrà riconoscere la sua vocazione di donna chiamata a una dedizione totale a Cristo da vivere nella quotidianità. Sarà il Vescovo Francesco Beschi a presiedere la celebrazione, che avviene dopo un periodo di discernimento e formazione seguito dall’ufficio per la pastorale della vita consacrata.
«Per me la consacrazione è la continuazione di un percorso già intrapreso in gioventù, è il compimento di una scelta e un nuovo inizio»
«L’Ordo virginum – spiega don Giovanni Gualini, delegato vescovile per l’Ordo Virginum – è una delle istituzioni presenti già agli inizi della Chiesa, ha avuto uno sviluppo e poi una sospensione fino al 1970, quando Paolo VI lo rivalutò come vocazione che riflette lo spirito del Concilio Vaticano II. Le donne che seguono questa vocazione consacrano la vita con un rito in cui pongono le mani in quelle del Vescovo diocesano e ricevono un anello segno del legame con la Chiesa, oltre alla Liturgia delle ore per la preghiera quotidiana per il bene della Chiesa. Le consacrate sono chiamate a testimoniare con la loro vita di essere spose di Cristo e a compartecipare all’evangelizzazione della chiesa locale. Vivono in una propria casa, non indossano un abito particolare, ma si pongono come testimoni dentro la realtà della propria professione, ricevendo poi dal Vescovo un incarico particolare».
«È il compimento di una scelta»
Nella Diocesi di Bergamo con Cristina diventano undici le consacrate, altre donne hanno avviato un percorso di discernimento e formazione; l’ultima celebrazione per la consacrazione è avvenuta nel 2018. «Per me la consacrazione è la continuazione di un percorso già intrapreso in gioventù, è il compimento di una scelta e un nuovo inizio – racconta Cristina Locatelli –. Per questo provo serenità e pace». Cristina ha 53 anni, vive a Bergamo, ma è originaria di Pontida, che continua a essere la sua parrocchia di riferimento.
«Sono rientrata a Bergamo nel dicembre 2018 – racconta – dopo aver trascorso dieci anni in missione in Tanzania, dove continuo ad andare in estate per seguire progetti sulla disabilità. Sono un’insegnante e negli anni precedenti l’esperienza in Africa sono stata in varie parti d’Italia; ora lavoro nella scuola primaria Don Milani a Grumello al Piano seguendo il metodo Montessori, di cui condivido la visione del bambino e il pensiero pedagogico». «Per me – continua Cristina – è importante la consacrazione che avverrà sabato (24 ottobre, ndr) in modo pubblico perché la vocazione non è per me, ma è la risposta a una chiamata per la Chiesa e i suoi fratelli. La richiesta per la consacrazione viene rivolta al Vescovo con cui ho concordato la Regola di vita e da cui mi sono stati affidati alcuni servizi. Innanzi tutto la mia testimonianza avviene nel luogo di lavoro e della vita quotidiana, poi svolgo un servizio di volontariato in carcere dove mi reco una volta a settimana per progetti legati all’arte e alla musica. Collaboro, inoltre, con il Centro missionario diocesano, accompagnando nella formazione adulti e giovani che hanno compiuto esperienze brevi nelle missioni. Credo molto nel fatto che in missione si viene mandati dalla Diocesi come testimoni della Chiesa». Infine, Cristina ha una profonda passione per l’Atalanta: «Da sempre seguo la squadra anche se quest’anno non ci sta dando grandi soddisfazioni».
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