(Foto di Colleoni)
LE CELEBRAZIONI. Monsignor Pelucchi nella Messa solenne al santuario dell’Addolorata in Borgo Santa Caterina, alla vigilia del 424° anniversario dell’Apparizione.
Lettura meno di un minuto.Borgo Santa Caterina
«Maria non è una statua, esce dal santuario e va incontro con gioia ai pellegrini. La nostra vita è come un viaggio-pellegrinaggio con lo sguardo rivolto al futuro». Nella serata di lunedì 17 agosto il vicario generale monsignor Davide Pelucchi ha presieduto una Messa solenne nel santuario dell’Addolorata in Borgo Santa Caterina, alla vigilia del 424° anniversario dell’Apparizione.
Nell’omelia, monsignor Pelucchi ha proposto alcune riflessioni sul famoso quadro seicentesco del Caravaggio raffigurante i due pellegrini davanti alla Madonna di Loreto. «Li ha dipinti volutamente con i piedi sporchi per il lungo viaggio. L’artista non ha dipinto il ricco committente, ma due uomini del popolo che si prostrano davanti a Dio con i loro peccati. L’artista li ha raffigurati inginocchiati, all’esterno del santuario con le mani giunte, per dire che davanti a Dio si sta in silenzio e in gratitudine. Maria invece — ha proseguito il vicario generale — è raffigurata non con i piedi fermi, ma sollevati, che esce dal santuario, per significare la sua gioia nell’accogliere i pellegrini».
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