Medaglia d’onore a 26 bergamaschi internati nei lager: «Scelsero libertà, giustizia e democrazia»

LA CERIMONIA. Ricordate le sofferenze dei militari e civili deportati dai nazisti dopo l’armistizio. Il prefetto: «Sacrificio eroico». La sindaca: «Riconoscimento civico». In provincia 490 insigniti.

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Ferdinando Togni, di Ponteranica, rischiò di morire nel lager ad Amburgo, proprio nel giorno del suo ventesimo compleanno, sfiorato da una pallottola tedesca solo per aver rubato una rapa con cui festeggiare. Mentre Clemente Gualandris, di Ponte San Pietro, stremato dalla fame e dagli stenti durante la prigionia in Polonia, fu costretto a barattare la propria fede nuziale in cambio di bucce di patate e pane raffermo. Pietro Albani sopravvisse invece al bombardamento del cementificio dove lavorava a Wietzendorf, salvando anche un cittadino tedesco, e dopo la guerra contribuì alla rinascita dell’Italia, diventando il primo sindaco repubblicano a Stezzano.

Le loro toccanti storie, intreccio di sacrificio, dignità e amor di Patria, sono tra le 26 ricordate venerdì 18 settembre, in occasione della consegna di altrettante medaglie d’onore conferite dal Presidente della Repubblica in memoria degli internati militari italiani (Imi) e dei civili deportati nei lager nazisti durante la Seconda guerra mondiale, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, destinati al lavoro coatto per l’economia bellica tedesca: un riferimento particolare è andato ai soldati che rifiutarono di aderire alla Repubblica sociale italiana e di combattere al fianco dei nazisti, pagando con la prigionia, gli stenti e, in molti casi, la morte.

La cerimonia in Provincia

Una cerimonia toccante, quella tenutasi nello spazio Viterbi della Provincia, in via Tasso, dove il prefetto Luca Rotondi ha consegnato le onorificenze (postume) ai commossi discendenti degli internati, ricordando «l’eroico sacrificio dei tanti italiani che hanno sofferto duramente sulla loro pelle un rigurgito di libertà e democrazia». «Persone eroiche che hanno saputo dire no quando probabilmente sarebbe stato più facile dire di sì e sicuramente avrebbe dato meno sofferenza – ha detto il prefetto -. Hanno fatto una scelta coraggiosa, di democrazia, libertà e giustizia. E ci hanno consentito di essere oggi in una Repubblica libera, con grande dignità». Bergamo, ha ricordato il prefetto, è «da tradizione la provincia italiana che raccoglie il maggior numero di medaglie». In particolare, a livello provinciale questa è una tornata record di riconoscimenti, in occasione della seconda Giornata nazionale degli Imi, in programma il 20 settembre: ben 94 Comuni orobici interessati, per un totale di 490 medaglie.

«Trasmettiamo la gratitudine dello Stato»

FolliLa cerimonia di venerdì 19 settembre, organizzata dalla Prefettura alla presenza delle autorità civili e militari, era dedicata ai soli insigniti i cui familiari sono residenti a Bergamo. La sindaca Elena Carnevali ha sottolineato «l’importanza di togliere dall’oblio questa pagina di storia»: «Oltre al riconoscimento civico e alla memoria, trasmettiamo la gratitudine dello Stato, affinché la tragica e traumatica esperienza dell’internamento sia la testimonianza morale di chi ha saputo scegliere, consentendoci di vivere oggi in una Repubblica».

I nomi

Gli internati bergamaschi tributati venerdì 18 setembre sono Pietro Albani, Giovanni Barachetti, Luigi Bassanelli, Carissimo Bergomi, Ernesto Bronzieri, Battista Capoferri, Alfio Cattaneo, Mario Chiappa, Alippio Duci, Arturo Fantoni, Francesco Gotti, Clemente Gualandris, Achille Indennimeo, Franco Invernizzi, Salvatore Lanza, Alessandro Locatelli, Giulio Morali, Domenico Mores, Alessandro Nespoli, Mario Previtali, Vincenzo Sala, Pietro Scotti, Luigi Selogni, Ezechiele Taiocchi, Arnaldo Tonin e Ferdinando Togni. La cerimonia è stata arricchita dalla documentazione storica procurata dall’Archivio di Stato, dai ricordi condivisi dai familiari degli insigniti e dai brani eseguiti da due studentesse del Politecnico delle Arti di Bergamo. Negli altri 93 Comuni, dove la varie amministrazioni consegneranno autonomamente le onorificenze, diverse cerimonie e momenti di ricordo sono in programma in questi giorni, coinvolgendo la cittadinanza.

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