(Foto di Colleoni)
IL FUNERALE. Al Cimitero Monumentale l’ultimo saluto al fotografo scomparso a 82 anni. Il ricordo: «Ha amato la vita, ognuno di noi ha un suo scatto nel cuore».
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Una cerimonia partecipata e percorsa dall’emozione, giovedì 27 agosto alla chiesa di Ognissanti del Cimitero Monumentale di Bergamo, ha dato l’ultimo saluto a Gianni Limonta, scomparso lunedì 24 a 82 anni.
Limonta è stato un pezzo nobile della storia della fotografia e della cultura di Bergamo, e non solo per il famoso negozio di via Statuto, per i rari apparecchi fotografici collezionati ed esposti, ma soprattutto per i numerosi reportage realizzati in giro per il mondo, per il contributo dato al Museo della fotografia Sestini, per i suoi insegnamenti e i cenacoli che seppe raccogliere attorno a sé.
«Vogliamo pensare a lui con il suo bel sorriso spavaldo, sempre così carico di goliardia, con la voglia di incontrare chi veniva da lui. Lo ricordiamo come un uomo che ha amato la vita»
«Cosa trattenere della storia di Gianni?», si è chiesto il celebrante don Alfio Signorini, parroco di Gandosso e nipote della sorella del fotografo, in una riflessione sul senso della vita e della morte, «vogliamo pensare a lui con il suo bel sorriso spavaldo, sempre così carico di goliardia, con la voglia di incontrare chi veniva da lui. Lo ricordiamo come un uomo che ha amato la vita. Ognuno di noi ha uno scatto di Gianni nel cuore a cui ispirarsi».
Un ricordo è stato dato anche dal concelebrante, monsignor Tarcisio Tironi: «Lo conobbi negli anni ’70, quando ero al Tempio Votivo, la mia prima destinazione: vivacità, curiosità, bellezza, compagnia, desiderio di conoscere sempre di più. Tutto ciò ha arricchito la mia vita». Tra i presenti Roberta Frigeni, direttrice del Museo delle Storie di Bergamo: «Era un uomo di grande generosità, è sempre stato vicino al museo non solo con le sue macchine fotografiche». In prima fila, la figlia di Limonta, Debora, la sorella Chico e il fratello Sergio. La salma è stata poi avviata alla cremazione.
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