Ozono alle stelle, «da 10 giorni aria pessima in Lombardia»
IL REPORT. Legambiente ha mappato i dati delle centraline Arpa dei capoluoghi lombardi. Anche Bergamo ha sforato i limiti.
Lettura 1 min.D’inverno c’è il Pm10, d’estate l’ozono. Il «mal d’aria» della Lombardia, e pure della Bergamasca, è un problema che alterna gli inquinanti a seconda della stagione: e in questi giorni, col gran caldo, l’ozono è schizzato alle stelle. A riproporre la questione è Legambiente Lombardia, che ha mappato i dati delle centraline Arpa dei capoluoghi di provincia, segnalando come «da oltre 10 giorni la qualità dell’aria è pessima per gli alti livelli di ozono».
Giovedì 25 giugno, anche a Bergamo (il sensore è posizionato in via Meucci) si è tornati a sforare i limiti, registrando una concentrazione pari a 183 microgrammi per metro cubo d’aria. Nella scala fissata dalle normative, il «valore obiettivo» è fissato al massimo entro i 120 microgrammi, mentre la «soglia di informazione» è a quota 180 microgrammi e la «soglia d’allarme» a 240. Era andata peggio martedì 23 giugno, quando in città sono stati toccati i 211 microgrammi. Ovviamente lo scenario è comune sull’intero territorio lombardo (Bergamo ha addirittura dei valori tra i «meno peggio»), tant’è che in regione da circa 10 giorni le località più urbanizzate stazionano costantemente oltre i 120 microgrammi per metro cubo d’aria, appunto il primo tetto legato all’impatto sulla salute.
Occorre limitare fortemente il traffico motorizzato, specialmente a propulsione diesel, impegnare il settore industriale a ridurre l’uso di solventi organici, e ridurre il peso insostenibile dei troppi allevamenti intensivi della Lombardia
Di questo passo, calendario alla mano, «è già certo il raggiungimento del limite di 25 giornate di superamento previsto dalla norma europea». «Se vogliamo contrastare i picchi estivi di ozono dobbiamo concentrare gli sforzi di disinquinamento nei settori che producono i gas precursori dell’ozono – rileva Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia -. Occorre limitare fortemente il traffico motorizzato, specialmente a propulsione diesel, impegnare il settore industriale a ridurre l’uso di solventi organici, e ridurre il peso insostenibile dei troppi allevamenti intensivi della Lombardia». Per proteggersi dall’ozono, è opportuno «evitare le attività fisiche intense nelle ore in cui i livelli di ozono sono più alti, dal primo pomeriggio fino a notte fonda».
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