«Palazzina ostaggio del degrado»: i residenti montano le barricate in centro a Bergamo

IN CENTRO. Il condominio tra le vie Paleocapa e Quarenghi è stato blindato. Cancellata contro i bivacchi e l’insicurezza: «Unica soluzione, siamo stufi».

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Prima la cancellata fuori dalla palazzina di via Bonomelli 13, arrivata dopo il Covid. Poi, da qualche mese, i cancelli automatici alla Galleria Fanzago. Ma ora, da qualche settimana, al novero dei complessi residenziali che in pieno centro hanno delimitato i propri confini con barriere metalliche se n’è aggiunto un altro. Da poco anche il condominio all’angolo tra via Paleocapa e via Quarenghi, proprio davanti al semaforo, ha montato «le barricate». Una risposta alla necessità percepita dai residenti di una difesa contro le situazioni di degrado che imperversano a ridosso delle loro abitazioni. E il segno, forse, di una città che cambia.

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«L’idea della cancellata è venuta perché non ce la facevamo più: trovavamo sempre persone che dormivano fuori dal nostro portone, lasciavano i loro bisogni ed escrementi con odori tremendi, e anche siringhe - è lo sfogo di Francesca Erba, portinaia e residente del condominio -. Persone spesso cattive che ti insultano e che faticavamo a mandare via, specialmente quando dormivano qui. Una situazione che andava avanti da anni. Alla lunga ci siamo decisi. Arrivati a un certo punto sei così esaurito e non tolleri più niente che devi chiuderti in casa». Esasperati dai ripetuti episodi - dai frequentatori che, racconta la donna, semplicemente stazionano fuori dal portone parlando al telefono a quelli con cui «spesso si arriva allo scontro» -, gli inquilini del palazzo hanno deciso di chiedere al Comune i permessi per poter installare un’inferriata.

Un fenomeno in crescita

Una spesa da circa 60mila euro divisa tra i 22 condòmini, disposti a pagare ognuno tra i 2-3mila euro pur di sentirsi più tranquilli. «Era diventata una cosa impossibile, soprattutto la sera. La situazione era pesante, anche se qualche anno fa era pure peggio. Alcune delle persone che vedevamo qui si sono spostate, ma c’è chi non sa dove andare. Ci facevano persino i bisogni sui vasi delle piante. Ora speriamo che con la cancellata la situazione migliori», raccontano Mariano Milan e la moglie Marina, residenti nel palazzo. Ma la scelta di dotarsi di una cancellata non si esaurisce al loro condominio: anche la palazzina a fianco, al civico 11, spiega la portinaia Francesca, ci starebbe pensando, per gli stessi motivi. «Se ne discuterà nella prossima assemblea condominiale nelle prossime settimane», è la voce che circola. Certo, è opinione condivisa, arrivare a mettere delle barriere fisiche non è la soluzione auspicabile. «C’è bisogno di sicurezza, servono più pattuglie. Perché devo avere paura a passare nella mia via alle sette di sera? - dice ancora Francesca -. La situazione sta peggiorando e qui siamo in pieno centro. Noi cittadini non abbiamo altro modo per difenderci. E così finisci col chiuderti dentro, a proteggere il tuo orticello». «Sono modi di vivere inconciliabili - ribadisce anche Marina -. Il cittadino si trova a doversi difendere in qualche modo dal degrado».

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