Pronto il piano dei trasporti, più corse
Fasce orarie: due in entrata e 4 in uscita

In vista della ripresa del 7 gennaio, due fasce d’ingresso (col 50% di studenti l’una) e 4 d’uscita. Rispetto al 2019, più 42% di offerta sull’extraurbano e più 30 sull’urbano.

Due fasce orarie in entrata e quattro in uscita. Più 42% di corse extraurbane e 30 di urbane rispetto all’offerta di servizi pre-Covid e ricorso anche agli autobus a noleggio. Sono questi i punti-chiave del piano trasporti licenziato ieri dal tavolo di coordinamento in Prefettura. Un lavoro che in realtà a Bergamo, parte da lontano, ben prima delle previsioni dell’ultimo Dpcm: «È da maggio che abbiamo iniziato a confrontarci, siamo un tavolo ben rodato» commenta il prefetto Enrico Ricci, «decisamente soddisfatto per il grande lavoro di squadra». «Un bell’impegno da parte di tutti in vista della ripresa del 7 gennaio» aggiunge Emilio Grassi, direttore dell’Agenzia per il trasporto pubblico locale: «Rispetto all’inizio dell’attuale anno scolastico, quando era già stato fatto un grande sforzo, l’offerta aumenta di un 10% circa». Coinvolgendo anche 35-40 autobus di noleggiatori privati «per un totale di 200 corse al giorno».

La lettera al governo

Nel dettaglio: le fasce d’ingresso a scuola sono 2 e solo 2, alle 8 e alle 10. I flussi degli studenti dovranno essere divisi in modo equanime, quindi 50 e 50. Rigorosamente. Quattro invece le fasce d’uscita, modulate secondo le esigenze specifiche degli istituti e dei corsi: 12, 13, 14 e 15. «Tutti i parametri sono stati calcolati nell’ipotesi di una presenza in classe del 75% degli studenti, ma anche nel caso la percentuale dovesse scendere al 50 l’offerta del sistema non muterà» spiega Gianni Scarfone, direttore generale di Atb.

È difatti noto che le Regioni hanno manifestato qualche perplessità sull’ipotesi di un 75% in aula a fronte di una capienza dei mezzi ridotta della metà: «Insieme alla Regione, ai Comuni capoluogo e alle Province è stato deciso di inviare una lettera al governo chiedendo che il rientro in aula il 7 gennaio avvenga gradualmente a partire dal 50%» spiega il sindaco Giorgio Gori. «Il sistema bergamasco è comunque pronto a ripartire anche con il 75% in classe, ma saremmo tutti quanti più tranquilli se ci si arrivasse per gradi e non col fiatone».

Una posizione già anticipata nei giorni scorsi dall’assessore regionale ai Trasporti Claudia Terzi e ribadita ieri: «Per garantire sicurezza sui mezzi di trasporto la percentuale dei passeggeri deve restare al 50%». E per 50 «non si intende la metà dei posti a sedere, quanto invece la metà della capienza disponibile che include anche i posti in piedi». Quindi «attenzione a non pensare subito ad assembramenti solo perché si vede gente in piedi» avvisa il prefetto.

I controlli alle fermate

«Chiedo a tutti pazienza e collaborazione. Servirà qualche giorno perché il sistema entri a regime, ma siamo ben fiduciosi. Le scuole sono state molto collaborative, anche le aziende di trasporto e l’Agenzia del trasporto locale. A tutti va davvero il mio ringraziamento per la maturità e professionalità con le quali è stato affrontato il problema» aggiunge il prefetto: «Siamo ripartiti da quanto concordato a settembre per arrivare ad una risposta più calibrata sulle attuali esigenze, ma non è stato per niente facile». Anche perché, dati pre-Covid alla mano, nelle ore di punta l’85% dei fruitori delle linee extraurbane e il 65% di quelle urbane era costituito da studenti, prevalentemente delle superiori.

Entro il 30 dicembre tutti gli attori del sistema dovranno adottare le misure di propria competenza «pena un intervento sostitutivo che il prefetto chiede alla Regione, ma sinceramente non credo che ci sarà questa necessità» aggiunge Ricci. «Chiaramente però dal 7 gennaio scatta un monitoraggio attento dell’andamento dei servizi e un’intensificazione dei controlli da parte del personale delle aziende di trasporto alla stazione Autolinee e nelle fermate più affollate o nei poli scolastici per evitare assembramenti. Nella prima fase verrà affiancato anche dalle forze di polizia».

«Una scuola attenta»

Molto soddisfatta anche Patrizia Graziani, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale: «Il coordinamento delle scuole ha funzionato benissimo: i quadri dei singoli istituti erano già pronti da giovedì sera e modulati sulle percentuali richieste. La scuola bergamasca si è dimostrata ben attenta a riprogrammare nuovamente la propria organizzazione».

Medesima esigenza per le aziende di trasporto «che ancora una volta hanno dovuto rivedere l’offerta» spiega Scarfone: «Ma la situazione è complessa e le risposte devono essere adeguate». Anche riprogrammando l’offerta «e potenziandola adeguatamente nelle fasce più delicate, quelle degli studenti». Anche perché, dati alla mano, l’utenza «degli esercizi commerciali incide marginalmente nelle loro fasce orarie, mentre l’adozione dello smart working nelle aziende private, e ancora di più nel pubblico impiego, ha ridotto considerevolmente l’utilizzo del mezzo pubblico per raggiungere il posto di lavoro» rileva la Prefettura.

«Il difficile inizia ora per organizzare il tutto su strada e proseguirà dal 7 gennaio quando si entrerà davvero nel vivo e qualche correzione sarà ovviamente necessaria» è la considerazione finale di Grassi.

Nell’attesa si lavora anche a quello che ormai viene chiamato il «domino» dei pullman: spostare cioè nell’ambito cittadino e dell’hinterland quei mezzi con caratteristiche più adatte al traffico urbano finora utilizzati su percorsi più lunghi. Ed è su questi ultimi che dovrebbero trovare invece posto i mezzi dei noleggiatori privati. Un quadro da disegnare nel dettaglio, perché manca sempre meno al suono della campanella.

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