Rotary Food Box, mille prodotti per le famiglie della Casa di Leo
SOLIDARIETÀ. Il progetto del Rotary Club Bergamo Sud ha consegnato alimenti e beni di prima necessità alle famiglie ospiti della Casa di Leo.
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Il progetto Rotary Food Box rinnova il proprio impegno a sostegno della Casa di Leo, la realtà bergamasca che accoglie le famiglie costrette a trasferirsi temporaneamente per seguire il percorso di cura dei propri figli all’Ospedale Papa Giovanni XXIII.
Nato sei anni fa su iniziativa del Rotary Club Bergamo Sud, il progetto era partito durante l’emergenza Covid come risposta concreta ai bisogni delle famiglie più colpite sul piano sanitario, sociale e lavorativo. Nelle prime edizioni erano state consegnate oltre 1.200 box alimentari a più di 200 famiglie in difficoltà.
Rotary Food Box e Casa di Leo
Conclusa la fase emergenziale, l’iniziativa ha cambiato forma, trasformandosi in un sostegno continuativo per i bambini e le famiglie ospiti della Casa di Leo. Nel 2025 l’associazione ha ampliato la propria struttura, triplicando la capacità di ospitalità fino a 18 unità abitative. A rendere possibile l’attività quotidiana contribuiscono 281 volontari.
«Rotary Food Box è un progetto che racconta bene il senso del service rotariano – spiega Emanuele Cortesi, presidente del Rotary Club Bergamo Sud –. Parte da un bisogno concreto e costruisce, attorno a quel bisogno, una risposta utile, organizzata e condivisa».
Mille prodotti donati alle famiglie
Grazie alla rete di collaborazione costruita attorno al progetto sono stati consegnati circa mille prodotti tra alimenti freschi, prodotti a lunga conservazione e beni di prima necessità. Tra questi uova, farine, affettati, salumi, formaggi, latte a lunga conservazione, zucchero, caffè, carta assorbente e altri articoli utili alla gestione quotidiana delle famiglie ospiti.
Il progetto ha coinvolto Confindustria Bergamo, con un contributo economico, Cascina Italia e Gruppo Moretti, che hanno donato rispettivamente uova e farine, e Digeal Ingrosso, che ha contribuito a integrare la fornitura con ulteriori prodotti alimentari e beni di prima necessità.
La rete tra imprese, associazioni e territorio
«Ogni prodotto consegnato non è solo una donazione, ma una risposta a un’esigenza quotidiana delle famiglie ospiti della Casa di Leo», sottolinea Roberta Caldara, socia responsabile del progetto Rotary Food Box. Il lavoro di coordinamento, aggiunge, è stato costruito partendo dalle necessità indicate dall’associazione.
Per Silvia Moretti, vicepresidente del Gruppo Alimentari di Confindustria Bergamo e amministratore delegato di Cascina Italia e Moretti, aderire al progetto significa «mettere a disposizione non solo prodotti, ma una parte concreta della propria identità d’impresa».
La Casa di Leo: «Un aiuto concreto»
«La Casa di Leo accoglie ogni giorno famiglie che si trovano ad affrontare un momento delicato della propria vita, spesso lontane da casa, dalle proprie abitudini e dalla propria rete di riferimento – spiega la presidente Susanna Berlendis –. In questo contesto, anche un aiuto apparentemente semplice può fare una grande differenza».
L’iniziativa conferma il valore della collaborazione tra associazioni, imprese e realtà del territorio, trasformando la solidarietà in un sostegno concreto alla vita quotidiana delle famiglie che stanno affrontando un momento di particolare fragilità.
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