Sp35 Bergamo-Nembro, servono 80 milioni per una corsia in più

IL PROGETTO. Prime stime di Via Tasso per l’allargamento. Gafforelli: «Studio che presenteremo al territorio». Un Odg in Regione per inserirla nei Piani.

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Una strada che soffre di «saturazione cronica». La Sp35, «Bergamo-Nembro», è tra le arterie certamente in sofferenza della nostra Provincia dal punto di vista del traffico.

Proprio nelle scorse settimane il Settore Viabilità della Provincia ha varato un «documento di fattibilità delle alternative progettuali» (Docfap), prendendo in esame in particolare il tratto tra Torre Boldone, Gorle e il confine cittadino, per cominciare a mettere nero su bianco le opzioni e i possibili interventi. Nelle prossime settimane, spiega il presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli, «le risultanze verranno presentate agli enti del territorio». Le ipotesi vagliate riguardano l’allargamento a due corsie per senso di marcia, con due scenari: mantenimento della carreggiata unica, o doppia carreggiata con spartitraffico. Nel secondo caso le stime di costo si aggirano sui 100 milioni di euro, nel primo – risultato in prima analisi, dalle valutazioni tecniche, quello più idoneo – servirebbero invece circa 80 milioni di euro.

L’ordine del giorno

Tutto è dunque in fase più che preliminare, ma intanto il tema fa capolino nella discussione dell’assestamento di bilancio regionale. I consiglieri bergamaschi Jonathan Lobati e Ivan Rota (Forza Italia) sono infatti firmatari di un ordine del giorno che dovrebbe andare in votazione oggi, che chiede «l’inserimento del raddoppio della Sp 35 Bergamo-Nembro nel Programma Regionale della Mobilità e dei Trasporti». Nelle premesse si ricorda che la strada «costituisce il principale asse viabilistico di collegamento tra il capoluogo orobico e la Valle Seriana, servendo un bacino territoriale caratterizzato da un’elevata densità abitativa, produttiva e commerciale», e «presenta da anni livelli di traffico particolarmente elevati, con situazioni di congestione pressoché quotidiane, soprattutto nelle fasce orarie di punta».

Peraltro, la Regione già ha investito di recente sulla direttrice, finanziando la sistemazione del nodo di via Martinella. Di qui l’invito alla Giunta a «inserire il progetto di raddoppio tra gli interventi strategici del Programma regionale della mobilità e dei trasporti» e a promuovere, «d’intesa con la Provincia di Bergamo, i Comuni interessati, Anas e gli altri enti competenti, la predisposizione di uno studio di fattibilità».

La Nuova Cremasca

Il leghista Giovanni Malanchini, primo firmatario, insieme ancora al forzista Lobati, torna invece alla carica anche sulla Nuova Cremasca, con un ordine del giorno – anch’esso in votazione presumibilmente oggi – che impegna il presidente e la Giunta regionale a inserire l’infrastruttura nel Piano regionale mobilità e trasporti (tema già oggetto di precedenti documenti), ma anche a richiedere al Mit l’inserimento della progettazione nel Contratto di programma ministero delle Infrastrutture-Anas, «così da garantire le risorse necessarie», spiega Malanchini.

«Sulla Cremasca ci siamo già mossi anche con il ministero, è un tema già emerso in Consiglio – commenta l’assessore regionale alle Infrastrutture, Claudia Terzi –. In generale, ogni volta che vengono avanzate proposte e idee in tema di infrastrutture ne sono lieta, è un argomento di cui mi occupo ormai da tanti anni Ma è necessario anche essere coerenti e trasparenti nel comunicare questi passaggi al territorio: il fatto che venga approvato un ordine del giorno non significa che partano i lavori il giorno dopo. Le richieste sono tantissime, e si tratta spesso di opere con costi importanti. Occorre anche lavorare sull’individuazione delle priorità».

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