«Stefano, ricorderemo il tuo sorriso»
La tragedia aerea, il dolore a Gazzaniga

Il commercialista si è spento al Niguarda di Milano a sei giorni di distanza dalla sciagura. «Comunità di nuovo sconvolta».

Non bastava la perdita di Marzia, morta sul colpo a soli 15 anni subito dopo il terribile schianto di sabato 21 settembre. Venerdì 27 settembre, a 6 giorni di distanza dalla sciagura di Orio al Serio, anche suo papà Stefano Mecca, 51 anni, che pilotava l’aereo, è morto all’ospedale Niguarda di Milano, dove si trovava ricoverato in condizioni gravissime. La notizia del decesso è giunta nel tardo pomeriggio, inaspettata: i giorni trascorsi e le ultime informazioni filtrate dall’ospedale sembravano lasciar spazio a qualche, pur timido, segnale di speranza. Non è stato così: purtroppo a dolore si aggiunge dolore, per la famiglia Mecca. Dopo Marzia, anche papà Stefano non ce l’ha fatta.

Si aggrava così il bilancio delle vittime del disastro aereo, accaduto esattamente una settimana fa. Stefano Mecca, di professione commercialista, e le tre figlie Chiara, 18 anni, Marzia e Silvia, gemelle quindicenni, erano partiti alle 10.08 dalla pista dell’Aeroclub Taramelli di Orio al Serio (di cui Stefano era vice presidente) a bordo di un aereo da turismo Mooney M-20T, quattro posti, con destinazione Venezia. Si trattava di una semplice gita in famiglia. La moglie di Stefano, Francesca Ongaro, era rimasta a casa con il quarto figlio, di soli 8 anni.

Pochi minuti dopo il decollo Stefano Mecca aveva comunicato alla torre di controllo l’intenzione di rientrare per un «problema tecnico», senza tuttavia richiedere la procedura di emergenza (in quel caso gli sarebbe stata messa a disposizione per l’atterraggio la pista dell’aeroporto internazionale di Orio al Serio). Evidentemente Stefano, pilota esperto, riteneva di poter rientrare senza problemi su quella dell’Aeroclub. Così non è stato: giunto a velocità troppo elevata per fermarsi, il pilota dopo aver toccato la pista ha optato per riprendere quota, ma poco dopo il velivolo è finito in stallo, precipitando e finendo per schiantarsi contro il terrapieno dell’asse interurbano. La cabina ha preso fuoco. Due automobilisti di passaggio, Angelo Pessina e Francesco Defendi, eroicamente hanno estratto Stefano e le figlie Silvia e Chiara dalla cabina, mentre per Marzia, purtroppo, non c’è stato nulla da fare.

Sarà l’inchiesta a chiarire cosa sia successo durante il tragico volo. Di certo adesso c’è solo lo strazio della famiglia, degli amici, dei colleghi , di un’intera comunità.

«Di fronte a una simile disgrazia – dichiara Simona Bonomelli, presidente dell’Ordine dei commercialisti di Bergamo – ogni parola è inutile. Tutti noi vogliamo testimoniare la nostra vicinanza per la grave perdita di Stefano ai familiari, a cui va il nostro abbraccio». Stefano Mecca,originario di Pradalunga, era commercialista, con studio ad Albino in viale Aldo Moro 22. In carriera aveva svolto molti incarichi per conto del Tribunale di Bergamo, come curatore fallimentare, commissario e liquidatore giudiziale. «Ho collaborato con lui in diverse pratiche – racconta commosso un suo collega commercialista, Andrea Cortinovis – era un professionista serio e capace e una persona solare. Sapevo della sua passione per il volo, una volta me ne aveva parlato. Non potrò mai dimenticare il suo sorriso».

All’Aeroclub Taramelli Stefano Mecca era di casa, tanto da far parte del direttivo, con la carica di vice presidente: «Il dolore sta devastando tutti noi, non riusciamo a immaginare quello che sta provando la sua famiglia», sono le parole del presidente dell’Aeroclub, Guido Guidi, profondamente toccato dalla tragedia, così come tutti i soci.

A Gazzaniga la famiglia Mecca abita in località Masserini. «Una tragedia nella tragedia – sono le parole del sindaco, Mattia Merelli –. La nostra comunità ,già duramente colpita dalla morte di Marzia, ora riceve la notizia della perdita di Stefano. Siamo sconvolti, dobbiamo stare vicini alle famiglie Mecca e Ongaro». La famiglia della moglie Francesca – proprietaria del mobilificio Ongaro Arreda – è molto conosciuta in paese.

La salma di Stefano Mecca è ancora al Niguarda, a disposizione dell’autorità giudiziaria. La camera ardente sarà allestita alla casa del commiato di via Roma 9 ad Albino, quando verrà rilasciato il nulla osta per la restituzione del feretro ai familiari. La data dei funerali non è stata ancora stabilita.

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