Via dei Caniana, un mese per la riapertura completa. E tornerà la corsia dei bus
IL CANTIERE. I lavori del raddoppio Bergamo-Ponte San Pietro proseguiranno senza interferire con il traffico. Il ponte sarà pronto nel 2027.
Lettura 1 min.L’imbuto di lamiera e new jersey stringe da mesi il traffico tra largo Tironi e via Moroni. Ma il conto alla rovescia verso il ripristino della circolazione sta per terminare. Da alcune settimane in via dei Caniana i lavori per il nuovo ponte del raddoppio ferroviario Bergamo-Ponte San Pietro procedono finalmente con più lena: dopo due anni e mezzo segnati da un pesante ritardo sulla tabella di marcia originaria (e con pochi operai al lavoro), l’impresa D’Agostino ha ora impresso una decisa accelerazione, mettendo nel mirino il ripristino della normale viabilità già per i primi giorni di dicembre.
Sollievo per la viabilità
L’evoluzione del cantiere si inserisce in un quadro di graduale alleggerimento per la mobilità nella zona sud-ovest della città, che ha già visto a fine ottobre la riapertura totale del vicino sottopasso di via San Bernardino. Come per quest’ultimo, anche in via dei Caniana il ponte vero e proprio non sarà pronto nel 2026: la struttura sulla quale in futuro viaggeranno i due binari per Ponte San Pietro sarà completata infatti nei prossimi mesi con la posa dell’impalcato. La novità è che le lavorazioni successive non richiederanno più alcuna deviazione della circolazione stradale.
Gli sforzi per recuperare
Sul posto si vedono i segni di uno sforzo concentrato per recuperare almeno in parte il terreno perduto, con squadre che lavorano spesso con turni più ampi, nelle ore serali e nei weekend: tra grandi trivelle in azione e armature metalliche verticali, gli operai operano a pieno ritmo a ridosso dei binari. Nel frattempo le auto viaggiano su un’unica corsia per senso di marcia nella carreggiata verso via Moroni, costrette a sfilare rasente alle recinzioni provvisorie che delimitano il cantiere. Una situazione di disagio anche per i pedoni, dato che nel tratto interessato dai lavori il marciapiede è stato cancellato, obbligando a deviazioni sul lato opposto della strada.
La corsia dell’e-Brt
A pagare il prezzo più alto di questo assetto d’emergenza è il trasporto pubblico, privato del suo corridoio preferenziale. Per fare spazio ai macchinari pesanti e alle aree di scavo, è stata infatti temporaneamente soppressa la corsia riservata all’e-Brt, che sarà ripristinata a dicembre. Senza la corsia protetta, gli autobus si trovano quotidianamente imbottigliati nel traffico promiscuo insieme ai veicoli privati, perdendo gran parte di quella regolarità e puntualità che costituiscono il cuore stesso del servizio.
Manca ormai un mese al ritorno del traffico alla normalità. Il ripristino dell’assetto stradale originario rappresenterà innanzitutto una boccata d’ossigeno per gli automobilisti. Sul fronte della mobilità sostenibile, si spera possa tradursi in un auspicato miglioramento per l’efficienza del servizio in tutta la zona: la restituzione della corsia riservata permetterà all’e-Brt di tornare a scorrere in modo più fluido.
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