Commozione ad Adro per l’ultimo saluto a Christopher, morto a dieci anni
IL LUTTO. «Tutti vogliamo credere che alla fine di questa tua fine inizi il vero inizio». L’abbraccio silenzioso di tanti bambini delle scuole elementari.
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Una folla numerosa e profondamente commossa ha dato l’ultimo saluto al piccolo Christopher Salvotti, il bambino di dieci anni scomparso venerdì 12 giugno dopo aver affrontato un delicato intervento chirurgico al cuore.
Un abbraccio silenzioso
Le esequie sono state celebrate martedì 16 giugno da padre Gino, concelebranti padre Claudio, dirigente dei licei della Madonna della Neve, e il parroco di Credaro, don Carlo. Alla famiglia si sono stretti tanti bambini delle scuole elementari, amici e compagni di Christopher, in un abbraccio silenzioso e carico di affetto. Particolarmente significativa la presenza dei labari dell’Aido, segno tangibile del gesto di straordinaria generosità compiuto dalla famiglia che, nel momento più doloroso, ha acconsentito alla donazione degli organi del piccolo, permettendo ad altri bambini di continuare a vivere.
«Faremo tesoro della tua innocenza»
Nel corso dell’omelia, padre Gino ha aperto la celebrazione con parole di intensa speranza: «Davanti alla tua piccola bara, carissimo Christopher, tutti vogliamo credere che alla fine di questa tua fine inizi il vero inizio, si apra una nuova giornata piena di eternità, di beatitudine, di Paradiso, di Cielo». Rivolgendosi poi ai genitori, ha pronunciato una frase che ha toccato profondamente i presenti: «La vera tragedia della vita non è morire, è vedere morire un proprio figlio». Quindi ha indicato nell’amore il significato più profondo della scelta compiuta dalla famiglia: «L’amore è una promessa di immortalità», ricordando come la donazione degli organi di Christopher abbia trasformato una tragedia in una speranza concreta per altre vite.
Infine il saluto più tenero e struggente: «Ciao piccolo... faremo tesoro della tua innocenza, ora che continui a guardarci con occhi di paradiso, gli stessi occhi della Madonna della Neve». Parole che hanno accompagnato l’ultimo saluto terreno a Christopher Salvotti, ma che custodiscono anche il senso più profondo della sua breve esistenza, capace fino all’ultimo di diventare dono per gli altri.
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