A Bergamo la grande festa di Gianni Morandi - Foto
IL CONCERTO. Celebrato il sessantesimo anniversario di «C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones».
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L’ultima serata della quattro giorni in cui la ChorusLife è diventata uno dei centri nevralgici della grande musica italiana ha visto esibirsi Gianni Morandi di fronte a 4500 spettatori.
Il sessantesimo anniversario
Esattamente come per la doppia data dei Pooh del 25 e 26 settembre dedicata ai sessant’anni di attività e il concerto di Ligabue di domenica 27 dedicato ai trent’anni di «Buon compleanno Elvis», anche in questa occasione lo show è stato l’occasione per festeggiare un anniversario fondamentale per la storia della musica italiana, ovvero il sessantesimo anniversario di «C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones», traccia di protesta nei confronti della guerra del Vietnam scritta da Franco Migliacci, messa in musica da Mauro Lusini e il cui arrangiamento porta la firma di Ennio Morricone.
Durante l’esibizione, il cantante bolognese ha ripercorso le principali tappe della sua carriera artistica, alternando tracce più leggere e nazionalpopolari come «Hit Parade» a pezzi più legati alla crescita come «Occhi di ragazza», senza tralasciare tributi ai grandi artisti che lo hanno accompagnato durante tutta la sua carriera, tra cui il più importante è stato quello dedicato all’amico e rivale Lucio Dalla ricordato con i brani «Piazza Grande» e «Vita».
«Una canzone per non rassegnarci»
L’intero concerto è stato permeato dall’ottimismo e dall’amore per la vita di Morandi, riassumibile con una frase dedicata proprio a quella «C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones» che dà il nome al «C’era un ragazzo tour Estate 2026» con cui sta attualmente girando l’Italia: «La canzone ci aiuta a non rassegnarci, a continuare a sperare che possa esserci un domani migliore».
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