Bergamo, la festa di Sant’Alessandro nel segno della concordia
L’INIZIATIVA. Comune e Diocesi lanciano il tema della festa patronale 2026. Il 2 e il 20 luglio i primi appuntamenti tra dialoghi, arte e teatro.
Lettura 4 min.Bergamo
La Festa di Sant’Alessandro 2026 si prepara a mettere al centro il tema della comunità. Nel solco del percorso avviato lo scorso anno, l’Amministrazione comunale e la Diocesi di Bergamo hanno scelto come titolo «Custodire la comunità. Nella concordia», proponendo una riflessione sul rapporto tra città, legami e partecipazione.
Il sottotitolo sintetizza il senso del percorso: «La concordia dei cittadini è la più solida difesa di una città». Non sono soltanto le mura, le torri o le fortificazioni a rendere forte una città, ma il legame che unisce chi la abita. Le mura proteggono un territorio; la concordia custodisce una comunità.
Sant’Alessandro 2026, il tema della comunità
La parola «concordia» richiama l’idea dei «cuori insieme». Il cuore di una città, in questa prospettiva, non è solo il suo centro storico o l’insieme dei suoi monumenti, ma la capacità dei cittadini di riconoscersi parte di una storia e di un destino condivisi.
In un tempo in cui gli spazi di incontro appaiono più fragili e la vita tende spesso a ripiegarsi nella dimensione privata, la festa patronale invita a interrogarsi su ciò che tiene unita una città. Non soltanto ciò che la rende efficiente, ma ciò che la rende viva, abitabile e condivisa.
La concordia, spiegano Comune e Diocesi, prende forma quando si passa dall’attraversare al sostare, dalla distanza alla presenza, dalla semplice connessione alla corresponsabilità. Una città vive davvero quando i suoi cittadini scelgono di esserci, di partecipare e di condividere la cura del bene comune.
Bergamo tra dimensione civile ed ecclesiale
Il tema scelto per il 2026 mette in dialogo dimensione civile ed ecclesiale, entrambe fondate sulla relazione, sulla fiducia reciproca e sulla capacità di costruire comunità. Una comunità, però, non è mai acquisita una volta per tutte: va sviluppata e custodita ogni giorno.
A Bergamo questa idea affonda le radici nella storia della città. Il capitello sotto il Palazzo della Ragione, che raffigura il podestà, i consoli e i rappresentanti dei quartieri sullo stesso piano, racconta una città fondata sulla corresponsabilità. La sua collocazione, tra il Palazzo della Ragione e la Cattedrale di Sant’Alessandro, richiama il legame tra dimensione civile e spirituale. Anche le Mura veneziane, nate per difendere la città, diventano oggi occasione per chiedersi che cosa meriti davvero di essere custodito e quale responsabilità questo comporti per la comunità.
Gandi: «La cultura rafforza i legami»
«La Festa di Sant’Alessandro rappresenta ogni anno un’occasione preziosa per rileggere l’identità della nostra città attraverso uno sguardo contemporaneo», sottolinea l’assessore alla Cultura Sergio Gandi.
Il tema della concordia, aggiunge, «ci invita a riflettere su una verità semplice e profonda: una comunità è forte quando coltiva relazioni, fiducia e partecipazione». In questo percorso, secondo l’assessore, la cultura ha un ruolo fondamentale: «È lo spazio in cui persone diverse possono incontrarsi, riconoscersi e costruire significati condivisi».
Gli appuntamenti che accompagneranno la Festa non saranno quindi soltanto eventi, ma occasioni per rafforzare i legami che tengono unita la comunità. «In un tempo complesso come quello che stiamo vivendo – prosegue Gandi – Bergamo sceglie di affermare il valore dell’incontro, della corresponsabilità e del riconoscimento delle differenze come una ricchezza per tutti».
Sant’Alessandro, patrono e fondamento della comunità
Celebrare Sant’Alessandro significa tornare alle origini della comunità bergamasca, che nel patrono riconosce non solo un testimone di fede, ma anche il principio di un popolo radunato e di una fraternità concreta. La sua memoria richiama alcuni fondamenti della vita comune: la dignità della persona, il bene comune, la solidarietà, la fedeltà e il coraggio. Elementi che, nella lettura proposta per il 2026, diventano la base da cui partire per custodire e rafforzare la comunità.
«La concordia come stile personale e come dinamica sociale è una virtù che, alla luce del Vangelo, Sant’Alessandro ha incarnato di nome e di fatto», osserva monsignor Giulio Dellavite, delegato vescovile per le relazioni istituzionali e per gli eventi diocesani.
Il tema della festa si collega anche all’orizzonte indicato dal vescovo Francesco per il prossimo anno pastorale: «Servire la vita, servire la pace». Il richiamo è alla costruzione di comunità capaci di diventare «case della pace», luoghi in cui disinnescare l’ostilità attraverso il dialogo, praticare la giustizia e custodire il perdono.
Il 2 luglio il dialogo con Pagnoncelli e Dotti
Il percorso di avvicinamento alla settimana agostana di celebrazioni si apre con alcuni appuntamenti tra riflessione, arte e spettacolo. Il primo è in programma giovedì 2 luglio alle 18 alla Biblioteca civica Angelo Mai con l’incontro «Custodire la comunità. Nella concordia». Protagonisti del dialogo saranno Nando Pagnoncelli, sociologo e sondaggista, e Johnny Dotti, pedagogista e imprenditore sociale. Introduce e modera la giornalista Susanna Pesenti.
L’incontro partirà da alcune domande centrali: che cosa tiene unita una comunità? Quali legami rendono possibile la convivenza? Come si coltiva la concordia in una società attraversata da trasformazioni profonde? Pagnoncelli e Dotti metteranno a confronto due sguardi complementari: quello di chi osserva i cambiamenti sociali attraverso i dati e quello di chi riflette sulle condizioni che generano appartenenza, responsabilità reciproca e coesione.
All’ex Ateneo la mostra Atlante di Maurizio Donzelli
Sempre giovedì 2 luglio, alle 19.15, nel Salone dell’ex Ateneo, sarà inaugurata la mostra «Atlante» di Maurizio Donzelli, artista invitato per la sesta edizione di ATN - Art Together Now.
Donzelli realizza per l’ex Ateneo un grande Atlante composto da tavole di dimensioni monumentali, in cui forme, colori e materiali eterogenei convivono come elementi di un unico sistema relazionale. La mostra, attraverso un linguaggio essenziale e sintetico, restituisce la complessità del reale trasformando la varietà in una trama di connessioni e corrispondenze. Come ogni atlante, l’esposizione non propone una rappresentazione univoca del mondo, ma una raccolta di mappe, frammenti e prospettive che raccontano la molteplicità di una stessa realtà.
Il progetto coinvolge anche preadolescenti e adolescenti degli oratori di Città Alta e di Boccaleone. Durante i mesi estivi, con gli educatori museali della Fondazione Adriano Bernareggi, i ragazzi produrranno un nuovo Atlante, che sarà restituito ai visitatori nei giorni della Festa di Sant’Alessandro.
La mostra è curata da Giovanni Berera e Anna Bertilini Frigè, prodotta dalla Fondazione Adriano Bernareggi in collaborazione con il Comune di Bergamo. Sarà aperta dal 3 luglio al 2 agosto e dal 21 agosto al 6 settembre, il venerdì e il sabato dalle 15 alle 19 e dalle 20 alle 22, la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. L’ingresso è libero.
A Palazzo Frizzoni «La rivolta della gioia»
Il terzo appuntamento è in programma lunedì 20 luglio alle 21.15 nel cortile di Palazzo Frizzoni con il teatro-concerto «La rivolta della gioia», di Cristian Ceresoli.
Lo spettacolo, a ingresso libero e gratuito su prenotazione su desiderateatro.it, è a cura di deSidera Teatro ed è inserito nel programma di BiG deSidera 2026 in collaborazione con il Comune di Bergamo. Tra suggestioni che richiamano Jesus Christ Superstar, Mistero Buffo e la musica di Goran Bregović, «La rivolta della gioia» viene presentata come un vangelo rock rivoluzionario, in cui gli ultimi si ribellano a una versione della storia addomesticata dal potere.
In scena Silvia Gallerano, Fabio Monti, Gianluca Casadei alla fisarmonica e, alle lettere di un bambino a Dio, Nicola Ceresoli. La direzione musicale è di Stefano Piro. Un musical corale che unisce musica, teatro e parola per trasformare la rivolta in festa e la gioia in gesto civile.
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