Cinema, ai Nastri d’Argento c’è Bergamo in finale con «Le faremo sapere»
SETTIMA ARTE. Scelto fra trecento titoli il cortometraggio nato e sostenuto da Oriocenter col supporto formativo di Skillherz, prodotto da Oki Doki Film.
Dopo la candidatura ai David di Donatello , «Le Faremo Sapere» si conferma protagonista del cinema breve italiano . Il cortometraggio prodotto a Bergamo da Oki Doki Film con Beppe Manzi, diretto da Beppe Tufarulo e nato all’interno del progetto Settima Arte Festival promosso e sostenuto da Oriocenter, è stato selezionato tra i cinque finalisti della categoria cortometraggi di fiction ai Nastri d’Argento 2026. Il premio sarà assegnato il 23 aprile a Roma. I Nastri d’Argento, assegnati dal Sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani (Sngci), sono tra i riconoscimenti più antichi e autorevoli del cinema europeo: da oltre 75 anni premiano il meglio della produzione italiana, con un’attenzione crescente al formato breve come spazio di scoperta di nuove voci autoriali.
Essere selezionati tra cinque titoli su circa 300 cortometraggi di fiction realizzati nel 2025 è un risultato di rilievo oggettivo. Il film affronta con ironia il colloquio di lavoro dal punto di vista della Generazione Z, ribaltando le dinamiche tradizionali tra candidato e azienda. Protagonisti Giorgio Marchesi e Antonia Fotaras, già premiati come Miglior Attore e Miglior Attrice al Movievalley di Bologna. Il percorso festivaliero del corto è stato fin qui costellato di riconoscimenti: il premio Anpit e il premio Groenlandia Film al Cortinametraggio, i premi per Miglior sceneggiatura e Miglior attore al Festival «E Fu Cinema» di Pomarance, il Premio Troisi al Videocorto Nettuno.
Ma dietro al film c’è una storia che vale almeno quanto i premi. Accanto alla troupe professionale, durante le riprese negli uffici di Oriocenter, era presente un gruppo selezionato di studenti delle superiori, coinvolti attraverso il programma di formazione scuola-lavoro di Oriocenter gestito da Skillherz - realtà che vede tra i propri partner anche il gruppo
Sesaab, editore de L’Eco di Bergamo - nell’ambito del progetto Settima Arte. Non si è trattato di una simulazione né di un laboratorio creativo fine a sé stesso. I ragazzi sono stati inseriti in un contesto produttivo reale, dove le decisioni hanno conseguenze e il lavoro di ciascuno incide sul risultato finale. «È solo quando i giovani entrano in ambienti reali che emergono competenze che a scuola restano invisibili», spiega Paolo Maria Ferrari, ideatore del brand Skillherz. «Collaborazione, gestione dello stress, capacità di ascolto e di adattamento non si insegnano a parole: si sperimentano. Quando ai ragazzi viene data fiducia e uno spazio autentico, loro non sono spettatori: diventano parte del processo». Orari, imprevisti, responsabilità condivise: elementi che trasformano un’attività formativa in una palestra di competenze trasversali.
La candidatura ai Nastri d’Argento premia quindi un progetto doppio: un film capace di distinguersi nel panorama nazionale e un modello formativo che dimostra come l’incontro tra giovani e industria culturale possa generare, se progettato e guidato con metodo, risultati concreti sia sullo schermo che fuori.
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