«Danzare al Bolshoi è un privilegio pieno di emozioni»

LA STORIA. Filippo Ferdinando Pagani, 21 anni, di Capriolo con radici in Val Calepio, è solista della famosa compagnia di Mosca.

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Capriolo

Da bambino guardava la sorella Sofia ballare. Dall’angolo di una piccola sala seguiva scrupolosamente le sue lezioni, osservando ogni passo, seguendo con gli occhi carichi di ammirazione ogni movimento. Studiava un mondo, quello della danza, che oggi Filippo Ferdinando Pagani, 21 anni, vive da protagonista come ballerino del gruppo dei solisti della compagnia del Teatro Bolshoi di Mosca.

Qui per i successivi otto anni si è formato sotto la preziosa guida del maestro Leonid Nikonov e del direttore Frédéric Olivieri

Di Capriolo, ma con radici nella Val Calepio (i nonni vivono a Cividino), in Russia era arrivato tre anni fa. E se calcare il prestigioso palcoscenico all’epoca è stato «un sogno che si è avverato», la recente nomina a solista per l’artista 21enne è una «gioia» e un «privilegio», che premia l’impegno e i sacrifici che hanno accompagnato – e ancora oggi caratterizzano – la sua avventura nella danza, cominciata proprio nella Bergamasca. All’Enjoy Dance di Sarnico, la scuola di danza diretta da Cristina Zatti e dal maestro Michele Vegisl, prima di partecipare– all’età di 10 anni – alle audizione per entrare nell’Accademia del Teatro alla Scala di Milano. Qui per i successivi otto anni si è formato sotto la preziosa guida del maestro Leonid Nikonov e del direttore Frédéric Olivieri.

«Danzare al Bolshoi è un privilegio: andare in scena mi regala sempre forti emozioni e ogni balletto mi insegna sempre qualcosa di nuovo»

Il più giovane italiano

Fresco di diploma, nel 2023 è subito partito per Mosca, realizzando un grande sogno e diventando il più giovane italiano a entrare tra le fila del balletto russo. «Danzare al Bolshoi è un privilegio: andare in scena mi regala sempre forti emozioni e ogni balletto mi insegna sempre qualcosa di nuovo», commenta Pagani, oggi all’inizio di una lunga carriera. Così come la sorella Sofia, ballerina all’Armenian Opera Theater di Yerevan. Da «La Bayadère» a «Coppélia», due tra i più celebri e amati capolavori del grande repertorio del balletto classico ottocentesco.

Sul palco di Mosca Pagani ha riversato passione, capacità tecnica e un talento eccezionale, che lo ha portato anche a vestire i panni di Albrecht, uno dei ruoli maschili centrali di «Giselle». Solo nell’ultimo anno, il 21enne ha partecipato anche a Marco Spada durante le rappresentazioni del Bolshoi al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo: un palco che ha calcato anche interpretando Jérôme ne «Le fiamme di Parigi». Un’avventura, quasi una sfida professionale e umana, culminata con la nomina a solista arrivata a fine settembre.

Passione e senso del dovere

«Il mio lavoro è una ricerca continua e instancabile della perfezione – aggiunge Filippo Ferdinando Pagani - ma quando danzo ci metto anche il cuore. Quando salgo sul palcoscenico, oltre alla tecnica porto anche una parte di me, delle mie emozioni»

Un nuovo gradino verso il successo, sicuramente non l’ultimo atto: «È l’inizio di un grande percorso», continua il ballerino, che oggi unisce la gioia a un grande «senso di responsabilità» per questo ruolo e «la voglia di dare sempre il massimo». Nel suo ambiente, passione e senso del dovere vanno di pari passo (di danza, in questo caso), diventando l’uno il carburante dell’altro.
«Il mio lavoro è una ricerca continua e instancabile della perfezione – aggiunge Filippo Ferdinando Pagani - ma quando danzo ci metto anche il cuore. Quando salgo sul palcoscenico, oltre alla tecnica porto anche una parte di me, delle mie emozioni». Questo riconoscimento, conclude, «mi incita a puntare sempre più in alto per essere la versione migliore di me stesso».

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