Guardare le Orobie attraverso la pittura e il cibo: un incontro al Bernareggi

L’INIZIATIVA. Giovedì sera l’incontro «Paesaggi del cibo», preludio alla mostra «Cucina Baschenis» dal 4 luglio al Museo di Santa Brigida. Al centro del dibattito il legame tra arte, tradizioni e sviluppo delle comunità montane.

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Il cibo come espressione di un territorio, delle sue comunità e della sua storia. È questo il tema al centro dell’incontro «Paesaggi del cibo e processi di comunità nelle opere degli artisti delle montagne orobiche», in programma giovedì 18 giugno alle 20.45 al Museo Diocesano Adriano Bernareggi.

L’appuntamento si inserisce nel programma del Forum nazionale «Insieme per le Montagne. Dagli Appennini alle Alpi», promosso dall’Università degli studi di Bergamo e OrobieLab in partenariato con la Provincia di Bergamo in collaborazione con l’Università degli studi del Molise, con il patrocinio dell’Associazione dei Geografi Italiani, di Regione Lombardia e Uncem Lombardia, in calendario tra Bergamo e le valli bergamasche dal 18 al 21 giugno.

Un evento che porterà a Bergamo istituzioni, amministratori, studiosi e operatori per riflettere sul futuro delle aree montane e sul ruolo delle comunità nella loro valorizzazione.

Partendo dalle opere degli artisti che hanno raccontato la vita e i paesaggi delle Orobie, il Bernareggi propone uno sguardo originale sul patrimonio alimentare come elemento culturale vivo, capace di intrecciare ambiente, economia, tradizioni e relazioni sociali. Una prospettiva che trova consonanza nella ricerca scientifica sviluppata dall’Università degli Studi di Bergamo, oggi tra i principali centri di studio sui temi della territorialità, della patrimonializzazione culturale e dello sviluppo delle aree montane.

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A guidare la riflessione sarà Federica Burini, geografa dell’Università degli studi di Bergamo, che approfondirà il valore dei paesaggi del cibo come patrimonio territoriale e culturale. Interverrà inoltre Cassiano Luminati, direttore del Polo Poschiavo, per presentare il percorso internazionale che ha portato alla candidatura Unesco del patrimonio alimentare alpino come buona pratica di salvaguardia promossa dalle comunità. Completerà il dialogo Andrea Paleni, presidente di AltoBrembo, con una testimonianza sulle esperienze e sulle prospettive delle montagne bergamasche.

Il progetto «Voci di montagna, sguardi di città»

L’incontro fa parte del progetto «Voci di montagna, sguardi di città», promosso dalla Fondazione Adriano Bernareggi e da Altobrembo con il contributo della Fondazione della Comunità Bergamasca. Un percorso che mette in relazione il patrimonio artistico conservato nei musei con i paesaggi, i saperi e le comunità dell’Alta Valle Brembana, costruendo nuove occasioni di dialogo tra città e montagne.

La mostra «Cucina Baschenis»

La serata costituirà inoltre il preludio alla mostra «Cucina Baschenis. Paesaggi del cibo nelle montagne bergamasche», che inaugurerà il prossimo 4 luglio al Museo Baschenis di Santa Brigida. Al centro dell’esposizione, le opere di Evaristo Baschenis e il loro straordinario racconto di oggetti, pratiche e culture alimentari che hanno attraversato i secoli. Esiste infatti un lato meno conosciuto, ma sorprendentemente intenso e umano della produzione di Evaristo Baschenis: quello delle cucine, delle dispense, dei paioli di rame, del lavoro domestico e dei gesti quotidiani che scandivano la vita della casa.

Ed è appunto questo il volto di Baschenis che la mostra «Cucina Baschenis» intende riportare al centro dell’attenzione. L’esposizione riunisce cinque opere di straordinaria qualità provenienti dal Museo Bernareggi e da collezioni private, di cui tre del maestro brembano, offrendo l’occasione rara di osservare da vicino una produzione poco frequente nella vicenda artistica del pittore bergamasco. Qui gli oggetti non sono semplici elementi descrittivi: diventano protagonisti silenziosi di storie umane. Pentole, stoviglie, cesti, alimenti e utensili raccontano la vita concreta delle persone che abitavano questi spazi e restituiscono uno sguardo autentico sulla quotidianità della Bergamo del Seicento.

La mostra, affidata ad un gruppo di lavoro composto da giovani delle Vie del Sacro e da animatori culturali del progetto Terre dei Baschenis, trova la sua collocazione ideale nel nuovo Museo Baschenis di Santa Brigida, ricavato all’interno di un’antica abitazione contadina della Valle Averara. In questo contesto le opere dialogano direttamente con gli ambienti storici e con gli oggetti della cultura materiale conservati nel museo. La distanza tra rappresentazione e realtà sembra annullarsi: i paioli dipinti da Baschenis incontrano quelli realmente utilizzati nelle case della valle; le cucine raffigurate sulle tele ritrovano gli spazi che per secoli hanno ospitato la vita delle famiglie di montagna.

Il ritorno delle opere nei luoghi d’origine della famiglia Baschenis assume così un significato che va oltre l’evento espositivo. Pur non sapendo se Evaristo abbia mai visitato Santa Brigida, la mostra restituisce simbolicamente le sue immagini alla terra da cui proveniva la dinastia di artisti che portò il nome della Valle Averara nelle principali città dell’Italia settentrionale.

La cucina emerge come il vero cuore della casa seicentesca: luogo del fuoco e della luce, spazio di lavoro e di incontro, ambiente in cui si costruivano relazioni e si custodivano memorie. Attraverso lo sguardo attento di Baschenis riaffiorano le figure femminili che reggevano il ritmo della vita domestica, i gesti ripetuti della preparazione del cibo, la cura degli oggetti e delle persone.

L’incontro di giovedì sera si concluderà con una visita guidata alle collezioni del Museo Bernareggi dedicata alle opere che testimoniano la vita quotidiana, il lavoro e i paesaggi delle montagne orobiche. L’ingresso è libero.

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