Il Canticum Novum
porta il «Messiah» in Duomo

Per i 30 anni di attività il Coro Canticum Novum di Bergamo, giovedì 19 dicembre alle 21, ingresso libero, festeggia con un Concerto di Natale in Duomo.

Verrà infatti proposta dallo stesso coro una ampia selezione sinfonico-corale dell’oratorio «Messiah« Hwv 56 di Handel alla versione originale per soli, coro e orchestra. Sotto la direzione di Erina Gambarini oltre al Coro Canticum Novum ci sarà l’ensemble Langabardum Antiqua, reduce da una tournée in Europa con Cecilia Bartoli, il soprano Elisaveta Martirosyan, il contralto Ilaria Ribezzi, il tenore Pietro Battiston tenore e il basso Alberto Peretti. L’Ensemble Langabardum Antiqua è costituito da musicisti accomunati dal comune interesse per l’interpretazione del repertorio barocco e classico attraverso l’approfondimento della prassi esecutiva.

L’Ensemble lavora e approfondisce partiture originali, edizioni critiche con indicazioni autografe utilizzando strumenti originali. I componenti collaborano attivamente con i gruppi specializzati più significativi internazionali, come Il Giardino Armonico, l’Accademia Bizantina, l’English Concert, il Concerto Köln, la Cappella Pietà dei Turchini, l’Accademia Montis Regalis. Il Messiah - oggi noto universalmente come pochi altri brani colti, in particolare per il suo Halleluja - fu un punto di svolta nella carriera e nella vita dell’autore. Dopo anni di tribolata attività come operista, grazie alla proposta del librettista Charles Jennens, fervido ammiratore di Handel, - nel 1741 - e dopo un lungo periodo di inattività forzata per salute, l’oratorio divenne il primo passo verso quella fulgida carriera oratoriale che avrebbe consentito a Handel di affermarsi in terra anglosassone.

L’oratorio si articola in tre vaste parti che svolgono versetti tratti da Isaia, Aggeo, Malachia e Zaccaria, dal libro dei Salmi, di Giobbe, dalle Lamentazioni, dall’Apocalisse, dalle Epistole di San Paolo, e infine dagli evangelisti Matteo, Giovanni e soprattutto Luca. E’ articolata in oltre 50 brani, che si aprono con una solenne Ouverture (alla francese), e si distingue per l’assenza di ogni connotazione drammaturgica: arie duetti assiemi e cori impiegano la teoria barocca degli affetti e delle tecniche per l’illustrazione dei sentimenti. La sua esecuzione, inizialmente destinata periodo pasquale, viene indistintamente proposta anche nel periodo natalizio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA