Il mondo difficile e poetico di Tonino Carotone fa scalo al NXT
LIVE. Il cantautore spagnolo venerdì sera 26 giugno si esibirà in piazzale Alpini. Oltre ai suoi successi, presenterà il singolo «Tempo (Futuro Incerto)» nato dall’incontro con Kukla, cantautrice e produttrice dall’estetica electro-pop.
Lettura 2 min.«El ultimo de los Celentanos», come lo ha definito scherzosamente l’amico Manu Chao, resta uno zingaro stregato dalle canzoni degli anni Sessanta. Tonino Carotone è nato a Pamplona, ama l’Italia, l’italica melodia, artisti come Mina, Celentano, Rita Pavone, Renato Carosone, dal quale ha preso spunto per il nome d’arte. Tonino l’ha pure conosciuto e, prima che se ne andasse, lo ha coinvolto nel suo primo lavoro discografico, «Mondo difficile», prodotto da Manu Chau e destinato a diventare il marchio di fabbrica dell’artista spagnolo.
Incontri e collaborazioni
Tutti accostano Carotone a quel pezzo, anche se da allora questo bizzarro cantautore di avventure ne ha affrontate tante. Ha collaborato a più riprese con i bergamaschi Arpioni, ultimamente ha condiviso un disco con Giulio Wilson, «Mondo diVino», e da maggio ha messo in circolazione un singolo condiviso con Kukla: «Tempo (Futuro incerto)». Ritornano le parole manifesto: «È un mondo difficile, è vita intensa, felicità a momenti e futuro incerto». Tonino è anche spesso in giro per concerti e venerdì 26 giugno passa per l’ennesima volta dalle nostre parti, in concerto al «Nxt» di piazzale Alpini, a Bergamo (inizio ore 21.30; ingresso 1 euro; biglietti e informazioni sul sito www.nxtbergamo.it).
Un inno generazionale
Ci sono canzoni che attraversano il tempo senza perdere significato, è il caso di «Me cago en el amor», il brano con cui Carotone ha conquistato il pubblico internazionale, trasformando un’amara ironia in un inno generazionale. Oggi, quello stesso immaginario torna a vivere in una nuova forma. Il singolo «Tempo (Futuro Incerto)» nasce dall’incontro di due artisti di diversa generazione che si confrontano non proprio a distanza e, al di là della citazione revivalista, sviluppano un aperto dialogo tra epoche, sensibilità differenti. Kukla (al secolo Lesley Reina Fischer) è una cantautrice e produttrice milanese dall’estetica electro-pop raffinata, lui è quel che abbiamo imparato a conoscere: un intrattenitore divertente a tratti provocatorio, un autentico personaggio.
Quello che sfugge
«“Tempo (Futuro Incerto)” è questo: un punto d’incontro tra ciò che siamo stati e quello che stiamo diventando»
Racconta Kukla: «Ho scelto di prendere una frase che è rimasta nell’immaginario di tutti per darle una nuova casa, senza nostalgia, con uno sguardo sul presente. “Tempo (Futuro Incerto)” è questo: un punto d’incontro tra ciò che siamo stati e quello che stiamo diventando». Il singolo affronta il tema del tempo: quello che sfugge, ritorna, resta sospeso in un futuro incerto. Dal punto di vista sonoro il pezzo fonde elettronica e strumenti suonati. Anche per questo serba un groove caldo e dinamico, attraversato da suggestioni latine, mentre la voce di Kukla si muove tra italiano e spagnolo.
Un videoclip dai colori accesi
Il videoclip, diretto da Davide Del Mare (animazioni di Lucio Dallas, produzione Lateral Film), unisce live action e intelligenza artificiale in un racconto visivo sospeso tra memoria e trasformazione. Tutto comincia con Kukla che guarda in una vecchia televisione il video originale di «Me cago en el amor». Poi Carotone esce fisicamente dallo schermo e i due, insieme, intraprendono un viaggio attraversano errori, contraddizioni e trasformazioni dell’umanità. Sono testimoni di quanto accade intorno. Mentre cantano la natura invade ogni spazio, ricopre gli oggetti, sommerge lentamente il mondo costruito dall’uomo. Nel finale, tra acqua e vegetazione, i due restano soli a guardarsi; un attimo prima di inabissarsi. Sono dunque sospesi in quello spazio sottile tra ciò che è stato, ciò che è e potrebbe ancora venire. L’estetica è spagnoleggiante, richiama il cinema di Pedro Almodóvar e Álex de la Iglesia: colori accesi, teatralità consapevole, sensualità mediterranea, ironia e senso del tragico che procedono a braccetto.
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