La Carrara annuncia storici «Cantieri» e «Ritratti» eccellenti

IL BIENNIO. A Milano il 2 dicembre la presentazione dei progetti dell’Accademia. Inizierà a novembre il percorso dedicato a Federico Zeri, a dicembre il riallestimenti dei Tarocchi. Nel 2027 la grande mostra «L’invenzione del ritratto a Venezia».

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Bergamo

L’immagine di un «Cantiere» e quella, più classica e consona in ambito museale, di un «Ritratto». L’Accademia Carrara il 2 dicembre scopre le sue carte dei progetti per l’anno prossimo con una presentazione in grande stile al Castello Sforzesco di Milano. E il gioco di «figure» non è casuale perché riflette un percorso ambizioso, nel solco dei lusinghieri risultati dell’annata appena conclusa. Il pensiero corre infatti a «Tarocchi. Le origini, le carte, la fortuna», esposizione che ha portato in città oltre 110mila visitatori e ha proiettato Bergamo nei circuiti del turismo d’arte internazionale.

Un patrimonio vivo

Il nuovo programma curato dalla direttrice Maria Luisa Pacelli, è articolato in due capitoli che si alterneranno nell’arco del prossimo biennio: «Cantiere in museo» e «Ritratto in Carrara» con mostre, progetti di ricerca, attività per il pubblico, riallestimenti e progetti editoriali.Il «Cantiere» può richiamare la proverbiale perizia costruttiva attribuita ai bergamaschi, ma in questo caso è riferita alla vivacità del patrimonio culturale della Carrara. «Al centro - viene spiegato - ci sono l’istituzione e le sue collezioni, intese come patrimonio vivo, capaci di generare sempre nuove interpretazioni, relazioni e occasioni di incontro. Un percorso che racconta il museo, dando spazio al lavoro quotidiano, alle tante professionalità coinvolte e ciò che accade dietro le quinte».

Il donatore e il fondatore

Il «Cantiere in Museo» inizierà il 12 novembre con «Federico Zeri. Un diario personale», un progetto che riunisce vari appuntamenti: una mostra-laboratorio, un catalogo scientifico digitale, un ciclo di conferenze e un’esposizione rivolta al pubblico più giovane. Il «Cantiere» dedicato allo storico dell’arte Zeri (1921 - 1998) - legato indelebilmente alla Carrara dalla donazione di 46 sculture - si riallaccerà alla mostra dedicata al fondatore del museo «Giacomo Carrara. L’universo di un collezionista», che verrà allestita da marzo 2028.

Un genere in evoluzione

Sempre sotto l’etichetta del «Cantiere», il prossimo dicembre c’è in programma il riallestimento della mostra sui Tarocchi. Un ponte virtuoso per il febbraio 2027 quando inizierà «Ritratto in Carrara», il percorso di avvicinamento alla mostra evento dell’anno: «Bellini, Antonello, Giorgione, Tiziano. L’invenzione del ritratto a Venezia», a cura di Neville Rowley e Giulia Zaccariotto, con Keith Christiansen. «Questo capitolo - affermano dall’Accademia - prende le mosse da uno dei grandi temi che attraversano la collezione bergamasca: da Pisanello a Mantegna, a Botticelli e Lotto, da Moroni a Fra Galgario e Ceruti, il ritratto costituisce uno dei nuclei più ricchi e riconoscibili della Carrara e consente di seguire nel tempo l’evoluzione del genere».

Solide basi scientifiche

Il general manager della Carrara Gianpietro Bonaldi non nasconde il suo entusiasmo per una «mano» che ritiene vincente: «Sono convinto che questa mostra potrà essere il grande evento artistico dell’anno. Un progetto di grande portata con solide basi scientifiche e opere importanti, anche frutto di prestiti concretizzati grazie alle intese che si sono create con istituzioni in Italia e all’estero». Ma per avere tutti i dettagli sulle carte nel mazzo della Carrara, occorre attendere il 2 dicembre: l’appuntamento è nelle sale del Castello Sforzesco.

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