L’ambiente e i Sapiens in cerca di riconciliazione
IL LIBRO. Da sempre nella sua produzione letteraria, Rachel Kushner centra il proprio obiettivo sui temi e le contraddizioni della sovversione politica.
Così nel suo primo libro tradotto in Italia e in Italia ambientato, «I lanciafiamme» (Ponte alle Grazie) e così nel suo ultimo ricco e sorprendente romanzo «Il lago della creazione» (Einaudi, nella traduzione di Silvia Pareschi) in cui riesce mirabilmente a intrecciare due generi, quello della politica ambientale sempre più in voga per evidenti motivi negli ultimi anni e il più classico crime a base di spie, servizi segreti deviati e infiltrazioni estere. Il punto di partenza è quello della Francia più agreste in cui una comunità di ambientalisti vive tra piccola agricoltura e contrasto al mondo del consumo. A guidarli c’è un vecchio amico del filosofo rivoluzionario Guy Debord.
Tra loro si paleserà la figura di Sadie Smith, in realtà una spia con il compito di screditarli. Il romanzo è ricco e audace, prodigo di colpi di scena, ma soprattutto capace di offrire una riflessione - come raramente accade - in grado di coniugare le esigenze di nuove e più radicali politiche ambientali con quelle che sono le aspettative, le pulsioni e i desideri dei singoli. Il punto di rottura viene identificato dal passaggio dell’umanità dai Neanderthal ai Sapiens, il passaggio dalla felicità del selvaggio alla consapevolezza spesso superficiale dell’uomo che però ha perso ogni reale e forte relazione con la natura. La figura di Sadie Smith appare così, pagina dopo pagina, sempre più ambigua, forse guidata da ben altri indirizzi da quelli dati da chi lì l’ha mandata. Forse una crepa tra le sue convinzioni si sta piano piano aprendo in lei.
È molto abile Rachel Kushner ad inserire i personaggi in una narrazione che ha obbligati elementi ideologici, ma che vengono messi in crisi e mettono in crisi i personaggi. In questo modo Kushner va oltre l’analisi e la critica della società contemporanea e impone un testo letterario ricco, piacevole e sorprendente. Un’abilità non scontata in un tempo in cui le ragioni prevalgono sulla poesia perdendo così ogni capacità di seduzione e attrazione. Qui la scrittrice statunitense allea ragione e poetica offrendo il ritratto di un mondo tanto violento quanto superficiale, tanto tragico quanto vacuo. Una lettura che non può lasciare indifferenti perché riguarda un mondo da cui si è sempre più avulsi, ma su cui si conta sempre più sperando forse che sia lui stesso a risolvere i nostri problemi da Sapiens.
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