Merisio, il cordoglio di Bergamo «Grande fotografo e grande uomo»
Pepi Merisio (Foto by Colleoni)

Merisio, il cordoglio di Bergamo
«Grande fotografo e grande uomo»

Le istituzioni e il mondo della cultura ricordano il fotografo scomparso a 90 anni. Gori: «Un artista di statura internazionale, innamorato del suo territorio e dei bergamaschi». Gafforelli: «Un altro grande bergamasco che ci lascia».

Si intitolava «Guardami» l’ultima mostra antologica dedicata a Pepi Merisio, nel 2019 al Museo della fotografia Sestini – Museo delle Storie di Bergamo in Città Alta. Una sorta di «testamento poetico» a rileggere, oggi che Pepi non c’è più , le parole che scrisse in quell’occasione: «Il titolo di questa mostra – “Guardami” – l’ho voluto proprio io perché era la domanda che facevo ai miei soggetti al primo incontro. Ho sempre pensato, anzi sentito che la fotografia debba essere un colloquio e se non ci si guarda negli occhi è molto difficile capirsi. “Guardami”, la domanda che c’era nel mio obiettivo fotografico di fronte a un soggetto, uomo o cosa che fosse. E quando lo sguardo quasi faceva scattare da solo l’otturatore la tensione calava e avevo la sensazione di aver conquistato qualcosa di importante, di vero. Era quindi un discorso di sguardi. E il “guardami” valeva per tutti i soggetti, persino per i paesaggi, perché in tutte le situazioni c’è proprio il momento magico che quasi esige lo scatto». Sono in tanti oggi a sentire già la mancanza di Pepi Merisio, ben presente nell’immaginario collettivo come colui che ha saputo comporre per immagini l’elegia delle nostre radici.

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Barbara Mazzoleni

Giornalista e progettista culturale, con passione per l’esplorazione  del pianeta dell’arte a 360 gradi. 

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