Nel 1991 cantava «Nóter de Bèrghem» con Luciano Ravasio. Addio a Toto Cutugno - Video

IL LUTTO. È morto Toto Cutugno. A 80 anni appena compiuti a luglio il cantautore si è spento nel pomeriggio di martedì 22 agosto intorno alle 16 all’ospedale San Raffaele di Milano dove era ricoverato . Il ricordo con Luciano Ravasio, ma non solo: abbiamo trovato anche un video del 2016 dove cantava con il Coro dei bambini di Monterosso.

A dare la notizia il suo manager Danilo Mancuso che spiega: «Dopo una lunga malattia, il cantante si era aggravato negli ultimi mesi». Un cantautore noto in Italia e nel mondo e simbolo del nostro Paese. Impossibile non conoscere la sua canzone più famosa, «L’Italiano», ed era il 1991 quando Toto Cotugno e il bergamasco Luciano Ravasio cantano la nota canzone «Nóter de Bèrghem» durante la trasmissione «Piacere Rai1» nell’auditorium del seminario di Bergamo, con tanto di siparietto in bergamasco con il pubblico.

Questo video è sicuramente un modo per omaggiare il grande cantante e cantautore, simbolo della melodia italiana.

Quindici partecipazioni al festival di Sanremo all’attivo (con una storica performance nel 1990 in coppia con Ray Charles), autore di hit amatissime anche all’estero, da «L’Italiano» a «Il tempo se ne va», «La mia musica», «Solo noi», per citarne solo alcune, Cutugno è stato un vero uomo di spettacolo, capace di passare con estrema disinvoltura dal cantautorato alla conduzione televisiva (nel 1987 fu alla guida di una fortunata edizione di «Domenica In»).

Toscano ma cresciuto in Liguria, non ancora ventenne fonda un gruppo, Toto e i Tati, proponendo live i suoi brani. Il 1975 è l’anno del grande successo in Francia e l’anno successivo c’è il debutto al festival di Sanremo: sul palco dell’Ariston sale con il suo gruppo, gli Albatros, con «Volo AZ 504». Arriva terzo. Poco dopo arriva «Nel cuore nei sensi», con cui partecipa al Festivalbar e che balza ai vertici delle classifiche nella versione francese incisa da Gerard Lenorman. Cutugno, scrive anche la prima canzone per il grande Adriano Celentano, «Soli«. Una canzone che per mesi resterà al primo posto in classifica. Per l’album di debutto, «Voglio l’anima», bisognerà attendere il 1979.

Ma sono tanti i successi del Toto nazionale: «Solo noi» viene lanciato a Sanremo nel 1980, anno in cui Cutugno firma tutte le canzoni del disco «Il tempo se ne va» per Adriano Celentano. Dopo la pubblicazione di «La mia musica», del 1981, nel 1983 vince a Sanremo con il suo brano-simbolo, «L’Italiano». La canzone vende milioni di dischi e lo rende famoso nel mondo, Israele, Iran e Corea compresi.

Nel 2010, dopo un periodo difficile per motivi di salute, arriva a Sanremo con Belen Rodriguez, con la quale canta «Aeroplani». Nel 2012 invitato da Fabio Fazio, esegue «L’Italiano» con il coro dell’Armata rossa. Il suo legame con il festival è talmente forte che nel 2005 per parteciparvi rinuncia all’Olympia di Parigi. E, tra un festival e l’altro, Toto gira il mondo, non sta mai fermo sempre fedele al suo slogan: «Lasciatemi cantare con la chitarra in mano, lasciatemi cantare, sono un italiano».

Nel 2019 scoppia un caso Ucraina: un gruppo di deputati ucraini con una lettera chiese di precludere per presunte posizioni filorusse l’ingresso a Toto Cutugno che aveva un concerto a Kiev sold out da tempo. Lui replicò di essere «sorpreso e preoccupato», dichiarandosi sempre distante dalla politica: «Io sono apolitico». Nel 2021 è stato felice di passare il testimone ai Maneskin a Eurovision: fu lui infatti il vincitore del concorso europeo nel 1990.

Con il Coro di Monterosso

Un altro omaggio bergamasco: ecco un video di Toto Cutugno con altri due grandi della musica: Fausto Leali e Albano. Insieme per una canzone solidale - «Le nostre mani» - e con loro i bambini del Coro di Monterosso. Era il 2016.

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