Nelle «Trasparenze» di Facchinetti gli sguardi sul dolore e l’infinito

MOSTRA. A Palazzo Creberg sabato si inaugura il nuovo allestimento delle opere dell’artista di Nembro: la profondità dei Cieli, gli istanti delle Polaroid e i Lenzuoli della pandemia.

Le meditazioni d’arte su spiritualità e pandemia di Paolo Facchinetti approdano, in forma di «Trasparenze», sabato al Palazzo Storico del Credito Bergamasco (largo Porta Nuova 2, Bergamo), che per l’occasione sarà aperto dalle 10 alle 19. Si tratta della seconda tappa della mostra itinerante dedicata all’artista bergamasco contemporaneo. La mostra verrà presentata nel salone principale alle 16, con brevi interventi. Poi sarà possibile dialogare con l’artista e i curatori fino alla chiusura del Palazzo. L’esposizione rimarrà aperta fino al 15 marzo con accesso libero e gratuito negli orari di apertura della filiale (lunedì-venerdì, 9-13). A tutti i visitatori verrà consegnato gratuitamente il catalogo edito dalla Fondazione Credito Bergamasco.

Il nuovo allestimento

Rispetto alla prima tappa dell’esposizione – organizzata da Fondazione Creberg alla Basilica di San Defendente e la sede del Museo d’arte e cultura sacra di Romano – l’attuale mostra prevede un allestimento rinnovato e una serie di lavori supplementari, inediti e di dimensioni importanti. L’esposizione, rappresentativa dell’ultimo decennio di produzione di Facchinetti, è progettata su tre sezioni distribuite tra il salone principale e il loggiato di Palazzo Creberg. Nella sede di largo Porta Nuova, prosegue quindi il progetto di valorizzazione degli artisti contemporanei bergamaschi promosso da Fondazione Creberg.

La mostra, dal titolo «Trasparenze – Opere di Paolo Facchinetti» è curata da Angelo Piazzoli, Tarcisio Tironi e Paola Silvia Ubiali. Il titolo «Trasparenze» è subito sembrato quello più adatto a racchiudere il senso di questa mostra; la «trasparenza» è infatti sia il filo conduttore che unisce il mondo interiore dell’artista alle sue opere, sia le opere tra di loro. Le tele di grandi dimensioni più legate agli aspetti della spiritualità, molto presente nel lavoro di Facchinetti, si potranno ammirare in Salone mentre in loggiato sarà esposta una selezione di lavori di carattere più intimista e quotidiano.

La parola ai curatori

«L’intento di questa esposizione – sottolinea Angelo Piazzoli, presidente di Fondazione Creberg – è di proseguire nel nostro progetto di valorizzazione dell’arte contemporanea, dando spazio e visibilità all’opera di artisti talentuosi del territorio, attraverso il nostro storico format che coniuga qualità artistica e promozione del pensiero. Da questi intendimenti, nascono esposizioni che rappresentano un atto di ribellione contro la banalità e la superficialità che ci circondano, consentendoci di approfondire temi fondamentali per l’uomo, quali il suo destino, la sua natura, la sua vocazione. Oltre un centinaio gli eventi promossi nell’ultimo decennio; una decina nel 2023, con le esposizioni dedicate a Ugo Riva, Piero Cattaneo, Cosetta Arzuffi, Emilio Belotti. Ora è il momento di Paolo Facchinetti».

«Grazie a Fondazione Creberg, tra ottobre e novembre un vasto pubblico ha potuto scoprire il lavoro di Paolo Facchinetti - ricorda monsignor Tarcisio Tironi, direttore del Museo d’arte e cultura Sacra di Romano - La prima tappa della mostra ha riscosso grande successo con visitatori arrivati anche da fuori provincia. Nella serie dei Cieli, dei Lenzuoli e delle Polaroid il pubblico ha apprezzato le opere create con la sapiente energia di Paolo Facchinetti abile a trasfigurare attraverso l’arte, con leggerezza il dolore e con levità la speranza, rimanendo legato alle realtà profonde dell’animo umano».

Le opere in mostra

Le opere selezionate fanno parte di tre serie fondamentali per comprendere lo sviluppo della ricerca dell’artista: «Trasparenze 1. Lenzuoli», «Trasparenze 2. Cieli», «Trasparenze 3. Polaroid». Il Salone principale ospiterà una serie di 14 lenzuoli realizzati da Facchinetti durante il lockdown. Questi lavori saranno appesi nella parte alta dello spazio, tra i maestosi pilastri rivestiti di marmo. I lenzuoli verranno allestiti in coppia, a richiamare la disposizione dei letti nelle camere degli ospedali. Se nella mostra nella Basilica di San Defendente si è evidenziato l’aspetto più spirituale, a Palazzo Creberg si è privilegiato un taglio più legato alla contingenza degli eventi vissuti durante la pandemia. Sei grandi tele raffiguranti «porzioni di cielo» verranno invece allestite a terra, su supporti, mentre in loggiato una selezione della serie delle Polaroid e altri Cieli di dimensioni più contenute completeranno la mostra. Paolo Facchinetti nasce nel 1953 a Nembro, dove vive e lavora. Inizia la sua formazione artistica all’Accademia di Belle Arti Carrara di Bergamo, poi frequenta il Gruppo Artistico Valbrembo 77 e lo studio dell’artista Cesare Benaglia. Fin dagli inizi la sua arte è caratterizzata da un forte dualismo: l’astrattismo e la ricerca cromatico-formale convivono con la ritrattistica e la capacità di cogliere l’essenza del soggetto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA