Società del Quartetto, un anno nel segno di Beethoven

IL CARTELLONE. Radici nel passato e apertura al contemporaneo nel programma della 123esima edizione. Si rilancia l’attenzione sui giovani vincitori di concorsi internazionali. Mazzoleni: si eseguirà tutta la musica composta nel 1827, con pagine inedite.

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Bergamo

A tutto Beethoven. Se il 2027 è l’anno dei 200 anni dalla morte del genio di Bonn, la Società del Quartetto di Bergamo sceglie un’angolatura precisa: «Un focus sull’ultimo anno di Beethoven - dice il direttore artistico Marco Mazzoleni -. Eseguiremo tutta la musica scritta da Beethoven nel 1827, con pagine praticamente inedite». Lo sforzo del cartellone è prometeico, secondando l’estetica del dedicatario: diciassette concerti, tra il 1° gennaio e il 22 aprile, tutti in Sala Piatti, tranne uno in via di definizione - tre conferenze tematiche, un weekend intensivo tra il 23 e il 25 gennaio, e, non ultimo, una seconda puntata del progetto internazionale «Sonata for Seven Cities», inaugurato da Filippo Girini lo scorso anno, cultura artistica e impegno civico assieme.

La Grande Fuga e la Nona Sinfonia

Radici nel passato - non potrebbe esser diversamente per la società musicale orobica più antica - e apertura alla contemporaneità e al XX secolo. In tal senso la 123a edizione rinforza e rilancia la proposta delle giovani generazioni, vincitori di grandi concorsi internazionali: al «Busoni» di Bolzano, storico (tutti i vincitori sono passati dal Quartetto, con reciproco lustro), si aggiungono il «Queen Elizabeth» di Bruxelles, l’«Yasaye» di Liegi, la «Dynamik Music Chamber Competition» di Salisburgo. Si comincia il 1° gennaio (alle 17) con Luca Buratto e Giorgio Lazzari, pianisti alle prese con la Grande Fuga op.133 a quattro mani e poi, affiancati da quattro solisti e il Coro Canticum Novum per la Nona sinfonia op.125 nella versione di Liszt, per il concerto di Capodanno (fuori abbonamento).

Un manoscritto originale alla Mai

Apre il weekend di fine gennaio il Quartetto Noûs, sabato 23 (alle 20, come i successivi) con i Quartetti op.132, 135 e il più raro 118, mentre i Solisti della Cappella Musicale di Santa Maria Maggiore eseguono quattro severi mottetti. Domenica 24 (alle 11) nella Biblioteca Angelo Mai, in occasione di una conferenza sull’ultima stagione creativa, verrà esposto il manoscritto originale di un «Abbozzo musicale autografo di Beethoven» custoditi nel fondo Piatti. Lunedì 25 recital pianistico di Filippo Gamba tra le Bagatelle op.126 e le Sonate op. 110 e 111. Altro quartetto d’archi di spicco lunedì 1 febbraio: il Quartetto Adorno si muove tra Berg (Quartetto op. 3), Webern, Brahms (op.51 n.1) e Beethoven ( Quintetto WoO 62). Le influenze di Beethoven sul XX secolo sono note, e il Quartetto promette un’esplorazione anche in tal campo, non solo della Seconda Scuola di Vienna: ogni concerto comunque - ha assicurato Mazzoleni - avrà una musica del gigante di Bonn.

La Sonata per sette città

Domenica 7 febbraio ( alle 17) il Duo Das Lied - Gianluca di Donato piano, soprano Barbara Costa - si muove tra Brahms, Schönberg, Webern e Berg. Il 15 febbraio il quartetto d’archi Kyan Quartet, primo al «Dynamikfest Competition» di Salisburgo propone percorsi tra Purcell, Mendelssohn, Schumann e la compositrice Gubajdulina. Il violinista ucraino Dmytro Udovychenko, primo al Concorso «Queen Elizabeth» 2024, eseguirà Schumann, Janacek, Schnittke e Shostakovich (19 febbraio), con Anna Han al piano. Per il progetto «Sonata for Seven Cities» appuntamento a gres art venerdì 26 febbraio: con il concerto «Geografie dell’ascolto» il percussionista Simone Rubino, giovane virtuoso piemontese di profilo internazionale, propone pagine di Henze, Xenakis e altri.

«Abbattere barriere»

«Affiancare il concerto pubblico a quartieri e servizi sociali di comunità è un bel modo per abbattere le barriere economiche e culturali, è incontro di generazioni per un presidio gentile del territorio, perché una città più giusta si costruisce anche con le note» ha sottolineato l’assessora alle Politiche sociali Marcella Messina. Secondo l’assessore e vicesindaco Sergio Gandi, «la cifra del Quartetto, con grandi interpreti e tanti giovani, offre più un’attenzione alla città nel suo contesto, con taglio sociale in linea con quello che cerchiamo di fare per le attività culturali».

Talenti internazionali

La serie di giovani talenti internazionali prosegue il 1° marzo con il pianista cinese Yifan Wu, premio «Busoni» 2025. Poi il violoncellista serbo Petar Pejčić e Sofia Sacco al pianoforte, l’8 marzo suoneranno brani di Bach, Shostakovich, Debussy e Britten. Il violinista Julian Kainrath, premio «Ysaye» di Liegi, con il pianista Luigi Carroccia il 15 marzo interpretano le sonate «Primavera» e «Kreutzer».

La prima viola dalla Scala

Dalla Scala arriva Simonide Braconi, prima viola, che esegue con Monaldo Braconi, piano, Brahms, Penderecki, Beethoven e Sostakovich (Sonata op. 147). Una serata con l’ensemble fiati degli allievi del Conservatorio è prevista il 25 marzo. Il Trio Elena Veronesi, Leonardo Sesenna e Fausto Quintabà (clarinetto, cello e piano) si esibirà il 5 aprile con opere di Beethoven, Brahms e von Zemlinsky. Due recital pianistici: uno di Davide Cabassi (con le Diabelli op.120 e Preludi e fughe di Bach) il 12 aprile, l’altro di Pina Napolitano, tra Seconda scuola di Vienna e op. 101 di Beethoven (19 aprile). Finale il 22 aprile con Remy Ballot al violino e con Ingmar Lazar pianoforte, tra Busoni, Ysaÿe, Poulenc e Bartók.

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