Xavier Rudd, messaggi di impegno con la musica delle radici

LAZZARETTO ESTATE. Il premiato cantautore e polistrumentista australiano suonerà il 28 luglio in città. Nelle sue composizioni attenzione ai temi sociali e ambientali. «Scrivere canzoni è parte di me, è essenziale, come respirare».

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In coda al festival «Lazzaretto Estate 2026» fa tappa nello stesso spazio cittadino la tournée del cantautore e polistrumentista australiano Xavier Rudd. Il concerto del 28 luglio inizialmente previsto al «NXT» di Piazzale Alpini, è stato spostato in un luogo che ha dalla sua il vantaggio di una notevole bellezza architettonica (inizio ore 21.30; biglietti disponibili). La musica dell’artista merita questo e altro, non a caso il giorno dopo Rudd di esibisce al Teatro Romano di Fiesole, in seno al cartellone dell’Estate Fiesolana. Il musicista porta nel mondo le sue canzoni dense di messaggi sociali e ambientalisti e l’EP «Freedom Sessions» con singoli d’impatto come «Moments», «Road Trippin’», «World Order».

Album e concerti

Chi conosce bene Xavier Rudd non dimentica di certo l’album «To Let» del 2002. Da allora la musica di questo artista impegnato ha toccato il cuore di milioni di persone. Nel corso degli anni le esibizioni dal vivo si sono evolute: è possibile incontrare Xavier con la band, in trio, ma anche da solo sul palco, nella felice dimensione del one-man-band. L’ultima traccia sonora del nostro risale al 2024, due anni prima è uscito il decimo album in studio, «Jan Luc Moon», che ha ricevuto premi e segnalazioni non solo in patria.

Attivismo per l’ambiente

Accanto al musicista di successo si muove sempre l’artista sensibile ai temi dell’uguaglianza e dell’ambiente. Xavier ha collaborato e collabora con numerose organizzazioni, come Sea Shepherd, Clean Up Arnhem Land, Save the Kimberley, in Australia e altrove. I suoi numerosi sforzi di attivismo globale includono progetti come Surf for Life e Waves of Hope, con cui ha contribuito a costruire una scuola superiore in Nicaragua. Ha anche raccolto fondi in eventi di beneficenza e sensibilizzazione su argomenti che spaziano dalle manifestazioni contro i gasdotti in Nord America, ai diritti delle terre indigene nel Dakota, alle questioni ambientali in Indonesia. L’impegno è continuo.

Classe 1978, Xavier Rudd è un cantautore ispirato dal folk, dalla musica delle radici. Come one-man band è solito suonare circondato da svariati strumenti musicali: tre didgeridoo sistemati su un supporto dinnanzi a sé, una chitarra sulle sue gambe, uno stompbox ai piedi, intorno una serie di bassi, un banjo, armoniche e tamburi vari. Molte delle canzoni di Rudd vertono sul tema dei diritti degli aborigeni, che spesso prestano le proprie voci ai suoi pezzi. Lui è una sorta di hippie fuori tempo massimo, muove lontano dalle logiche di mercato, eppure si è guadagnato una popolarità che nel tempo si è diffusa a macchia d’olio in giro per il mondo.

La musica di Xavier Rudd suona sempre diversa, cambia da un album all’altro. Se nel tessuto sonoro affiora un ritmo in levare è perché la suggestione del reggae è cresciuta in quel momento

Quando non è in giro per concerti, Xavier vive in un paese sul mare, fa surf, si rilassa, scrive musica. Ama la gente, ma quando si chiude nel privato non ama averla intorno. Sono le canzoni che contribuiscono ad avvicinarlo a tutti. «Scrivo musica da quando sono piccolo, questo è parte delle mie origini. Da bambino non sapevo neanche di fare canzoni, semplicemente inventavo delle melodie sulle quali cantavo le cose che mi succedevano. Era un processo totalmente inconsapevole. Ed è in un certo senso quello che faccio ancora adesso: metto in musica le cose che vivo, né più né meno. Scrivere canzoni è parte di me, è essenziale, come respirare». La musica di Xavier Rudd suona sempre diversa, cambia da un album all’altro. Se nel tessuto sonoro affiora un ritmo in levare è perché la suggestione del reggae è cresciuta in quel momento. Più avanti verrà il tempo di altre suggestioni, nuove ispirazioni.

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