Brembo accelera, ricavi a 1,9 miliardi: «Risultati superiori alle aspettative»

PRIMO SEMESTRE. Stime migliorate: quest’anno prevista una crescita intorno al 5%. Il titolo corre oltre il 13%. Il presidente Tiraboschi: «Cresciuti in tutti i mercati». Negli stabilimenti bergamaschi investiti oltre 35 milioni.

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Reazione a catena. La «crescita robusta» messa a segno da Brembo nel secondo trimestre dell’anno - chiuso con «risultati superiori alle aspettative», per dirla con le parole del presidente esecutivo, Matteo Tiraboschi - ha innescato anche un miglioramento della guidance. Per i ricavi 2026, infatti, è prevista una crescita intorno al 5% a parità di cambi, contro il 3% comunicato a maggio. L’ipotesi è che «l’anno prosegua con la velocità che abbiamo visto negli ultimi mesi». E la Borsa premia il titolo, che sale fino a oltre il 13%, per chiudere a 10,62 euro.

Tra aprile e giugno il fatturato raggiunge i 983 milioni (più 6,4% rispetto all’analogo periodo del 2025) e porta il giro d’affari della prima metà dell’anno a 1,92 miliardi, in crescita del 2,1%, che diventa del 4,4% a parità di cambi. Nel trimestre l’utile netto ammonta a 60,7 milioni e l’aumento è a doppia cifra: più 30% rispetto agli stessi mesi dell’anno scorso.

Risultati brillanti che, come spiega Tiraboschi, «sono dovuti a una crescita di Brembo in tutti i mercati in cui opera a eccezione della Cina, che in questo momento sta conoscendo delle difficoltà interne che prescindono dall’automotive». Il segno più riguarda tutti i comparti: aftermarket, auto, motocicli, veicoli commerciali, competizioni (in calo dell’1,3% nel semestre, «a causa degli effetti di cambio», ma che nel secondo trimestre recupera sfiorando il più 2%). «Questo fa sì che Brembo, in una fase in cui il settore non sta crescendo, riesce a crescere guadagnando nuove quote di mercato».

Per quanto riguarda la Cina, «fino a dicembre 2025 ha beneficiato di importanti contributi sulle auto elettriche: tolti questi contributi, i volumi sono scesi». E «immagino che per tutto il 2026 i volumi di Brembo in Cina subiranno una contrazione inevitabile», dice Tiraboschi.

I mercati esteri della Brembo

A livello geografico, nella prima parte dell’anno, le vendite crescono in Italia (più 1,5%), Francia (più 20,3% «grazie a veicoli commerciali e aftermarket»), Regno Unito (più 2%), mentre calano in Germania (meno 2,5%). La locomotiva tedesca per la multinazionale dei sistemi frenanti è il secondo mercato dopo il Nord America. E Stati Uniti, Messico e Canada realizzano un più 3,6% (più 9,9% a cambi costanti), Brasile e Argentina crescono del 12% e l’India, con un più 7,6%, è «un mercato importantissimo per la motocicletta». In Cina, invece, le vendite registrano una flessione dell’11,2%. In territorio negativo anche le vendite verso il Giappone (meno 15,4%).

«Nel semestre, Sensify (il sistema frenante intelligente di Brembo, ndr) ha compiuto progressi significativi - precisa il presidente esecutivo -: dall’avvio della produzione per un costruttore automobilistico globale ai nuovi contratti, fino alla partnership per la diffusione su larga scala in Cina, confermando il potenziale di crescita di questa piattaforma innovativa nel lungo periodo». Ma i numeri di Sensify si vedranno nel 2027».

Aumenta il numero di dipendenti

C’è un’altra voce, poi, che cresce ed è quella del numero di dipendenti: le persone in forza al 30 giugno 2026 sono 16.606; erano 16.452 al 31 marzo 2026 e 15.875 al 31 dicembre 2025. Il motivo è riconducibile in particolare «all’aumento di personale nei reparti di ricerca e sviluppo che abbiamo sia in Italia che nel mondo e che stiamo rinforzando perché offrano nuove tecnologie ai nostri clienti».

R&S vuol dire investimenti e quelli realizzati in sei mesi toccano i 132,5 milioni, di cui oltre 35 in Bergamasca. Di contro, l’indebitamento finanziario netto si attesta a 798,6 milioni, in calo di 136,9 milioni rispetto al 30 giugno 2025.

Per Brembo nessuna ambizione di entrare nel mondo della robotica, come Bosch, competitor sui generis, visti i settori in cui spazia (elettrodomestici compresi). «Noi facciamo integrazione, non diversificazione, della tecnologia. Sviluppiamo prodotti, mettendo a fattor comune le nostre competenze - puntualizza Tiraboschi -. Ruote, frizioni, sospensioni, freni sono tutti prodotti integrati che devono lavorare insieme al meglio».

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